Entra nel vivo la campagna per i vaccini antinfluenzali per l’autunno 2026. Diverse Regioni, in ordine sparso, hanno dato il via alle operazioni, quasi tutte privilegiando in primo luogo le categorie di popolazione maggiormente a rischio, come gli anziani, e poi estendendo l’immunizzazione al resto della popolazione. In altri territori le vaccinazioni inizieranno invece nei prossimi giorni.
Le regioni dove è già possibile fare il vaccino
Oggi, lunedì 12 ottobre, si comincia con le vaccinazioni per tutta la popolazione in Emilia-Romagna, Sicilia, Calabria e Campania. Domani tocca al Piemonte, mercoledì al Friuli-Venezia Giulia. Altri territori avevano invece giocato d’anticipo. In Lombardia la prima fase di vaccinazioni per le categorie più esposte ai rischi ha preso il via il 1° ottobre (mentre oggi la possibilità si allarga in generale a tutta la cittadinanza). L’Umbria aveva dato il via il 5 ottobre, la Toscana il 21 ottobre.
In Liguria si parte a novembre
In alcuni casi il calendario è più articolato. È ad esempio il caso Liguria, dove le prime vaccinazioni sono iniziate il 28 settembre (per i bambini dai due anni di età), per poi estendersi agli over 60, a tutte le persone considerate a rischio e ai bambini dai 6 mesi. Le immunizzazioni generali devono invece ancora partire: la data fissata è quella del 15 novembre.
La somministrazione e le fasce d’età
La modalità più comune per ricevere il vaccino resta quella attraverso un’iniezione. Anche per il 2026-2027 è però disponibile la formulazione sotto forma di spray nasale, indicata per i bambini dai 2 anni e per gli adolescenti fino ai 18 anni. All’interno dei nove prodotti autorizzati, due sono destinati in particolare alle fasce di età più mature, con indicazioni a partire dai 50 o dai 60 anni. Gli altri vaccini possono invece essere utilizzati, in relazione alle specifiche caratteristiche del prodotto, nella popolazione dai 6 mesi di età. La campagna si inserisce in un quadro di prevenzione che punta a ridurre soprattutto il rischio di forme più gravi della malattia e delle conseguenti complicanze. L’influenza, infatti, non rappresenta soltanto un disturbo stagionale di breve durata: ogni anno in Europa può provocare tra 4 e 50 milioni di casi sintomatici e interessare complessivamente dal 10% al 30% della popolazione, con centinaia di migliaia di ricoveri.
I vaccini antinfluenzali sono utilizzati da anni nelle campagne vaccinali ed hanno un profilo di sicurezza consolidato. L’Agenzia monitora la sicurezza dei vaccini e, attraverso la Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) con il supporto dei Centri Regionali di Farmacovigilanza (CRFV), raccoglie e analizza le segnalazioni di sospette reazioni avverse da operatori sanitari e cittadini. I dati sono condivisi anche con l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) per garantire un monitoraggio coordinato a livello europeo.
Il Ministero della Salute, nella Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027” del 23 giugno 2026, raccomanda di “condurre le campagne di vaccinazione antinfluenzale regionali a partire dall’inizio di ottobre (40ma settimana dell’anno) e offrire la vaccinazione alle persone eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione o se riferiscono di aver già avuto uno o più episodi simil-influenzali. Questo può essere particolarmente importante se si tratta di una stagione influenzale tardiva o quando si presentano pazienti a rischio”.
Per chi è raccomandata la vaccinazione
AIFA ricorda che la vaccinazione è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente a tutti coloro che hanno compiuto 60 anni, alle donne in gravidanza e nel post-partum, ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, a chi è affetto da malattie che espongono a un maggior rischio di complicanze in caso di influenza, alle persone ricoverate presso strutture di lungodegenza, ai familiari di soggetti ad alto rischio di complicanze, agli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (come medici e personale sanitario e socio-assistenziale, forze di polizia e vigili del fuoco), ad altre categorie di lavoratori socialmente utili e particolarmente esposti, a lavoratori a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, ad altre categorie come i donatori di sangue.
Non tutti i vaccini autorizzati sono necessariamente disponibili sul mercato. Le Regioni decidono annualmente, tramite gare per la fornitura, tra i prodotti disponibili in commercio, quelli che verranno utilizzati durante le campagne vaccinali per l’offerta gratuita a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze
L’AIFA ricorda che, oltre alle misure di protezione e cura basate sui vaccini, una misura importante nel limitare la diffusione dell’influenza è rappresentata dalle buone norme di comportamento quali l’igiene delle mani (lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone) e il contenimento delle secrezioni respiratorie (coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna).













