Nuovo attacco all’aeroporto di Riad il giorno dopo la strage provocata da un missile Houthi con almeno 12 morti e centinaia di feriti. Un «proiettile non identificato» ha colpito di nuovo lo scalo della capitale saudita, provocando un morto e almeno 11 feriti oltre a un incendio in un terminal. Un altro missile diretto sul Sud dell’Arabia è stato intercettato e distrutto. Dall’Italia a Israele,coro di condanne, ma i ribelli yemeniti filo-iraniani rivendicano l’ondata di raid contro lo spazio aereo e gli impianti energetici sauditi. Occhi puntati sulle mosse Usa dopo che Trump ha riaperto alla possibilità di un intervento americano
Uk chiede ai suoi cittadini di non viaggiare negli aeroporti sauditi
Il Regno unito ha ampliato le proprie raccomandazioni di sicurezza per i cittadini britannici in Arabia saudita, sconsigliando tutti i viaggi non essenziali nelle città di Gedda e Dammam e in quasi tutti gli aeroporti del Paese, dopo la recente ondata di attacchi attribuiti agli Houthi dello Yemen. La decisione, annunciata dal ministero degli Esteri britannico, arriva dopo gli attacchi di sabato e di ieri contro l’aeroporto internazionale di Riad, che hanno provocato 12 morti e oltre 300 feriti.
Araghchi all’Arabia Saudita: «Pronti a favorire dialogo con Houthi»
L’Iran si è detto pronto a favorire un dialogo tra l’Arabia saudita e gli Houthi dello Yemen per trovare una soluzione politica al conflitto, dopo la recente escalation militare culminata negli attacchi contro gli aeroporti sauditi. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, riferendo di aver discusso ieri della situazione con il suo omologo saudita Faisal bin Farhan. «Sottolineando che le crisi nella regione non hanno una soluzione militare, Araghchi ha espresso la disponibilità dell’Iran a fornire qualsiasi forma di assistenza per avviare un dialogo tra Arabia saudita e Yemen e raggiungere una soluzione politica», si legge in un comunicato pubblicato sul canale Telegram del ministro iraniano.
Iran: «Hormuz chiuso finché gli americani non accetteranno tutte le condizioni»
L’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz fino a quando gli Stati uniti non avranno accettato integralmente il piano in sette punti presentato da Teheran per una soluzione pacifica del conflitto, trasmesso a Washington attraverso la mediazione del Qatar lo scorso settembre. Lo ha dichiarato il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, precisando che le autorità statunitensi hanno già accettato alcune condizioni, ma non hanno fornito risposte soddisfacenti sulle altre.
«Lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non saranno soddisfatte le sette condizioni dell’Iran», ha dichiarato.