Storie Web mercoledì, Ottobre 7

La Corea del Sud trasporta carburante in Russia tramite petroliere soggette a sanzioni. Lo rivela un’analisi del Guardian, basata su registri portuali e dati di tracciamento navale, secondo cui nei mesi di luglio e agosto oltre 176.000 tonnellate di carburante – principalmente diesel – sono state caricate in diversi porti sudcoreani su sette petroliere che hanno effettuato 14 viaggi verso l’Estremo Oriente russo.

Tre navi erano soggette a sanzioni da parte di Regno Unito e Ue, una di esse ha imbarcato il carico tramite un trasferimento nave-nave nelle acque sudcoreane, una pratica che consente di occultare la provenienza del carico ed evitare l’attracco ai terminal portuali.

“È sconcertante che petroliere sanzionate dall’Ue abbiano caricato carburante nei porti sudcoreani per trasportarlo in Russia”, ha dichiarato Isaac Levi, analista del Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea), un think tank finlandese. “Ciò mina il regime sanzionatorio e il sostegno della Corea del Sud all’Ucraina”.

Seul ha inviato all’Ucraina aiuti umanitari e forniture militari non letali – come caschi, giubbotti antiproiettile e veicoli per lo sminamento – e nel 2023 ha promesso un sostegno pari a 2,3 miliardi di dollari, costituito in gran parte da prestiti. Tuttavia, la Corea del Sud cerca da tempo di bilanciare il sostegno all’Ucraina con la volontà di migliorare i rapporti con la Russia. Per tutta la durata del conflitto, Seul ha escluso l’invio diretto di armi all’Ucraina, in linea con la propria politica di non fornire armamenti letali a Paesi in guerra. Mosca ha manifestato interesse a ripristinare le relazioni con la Corea del Sud, inclusi i legami commerciali. Sebbene il commercio di carburante coinvolga navi sanzionate da alcuni partner occidentali di Seul, si tratta di un’attività che non viola la legge sudcoreana. Le misure adottate dalla Corea del Sud contro la Russia si basano principalmente su controlli all’esportazione di beni quali macchinari industriali, elettronica e veicoli. Tuttavia Seul appare ora come un anello debole negli sforzi occidentali di esercitare pressione sulla Russia, proprio mentre le relazioni con Kiev si fanno tese a causa del trasferimento in Corea del Sud di due prigionieri di guerra nordcoreani – un’operazione che, secondo Seul, doveva rimanere segreta.

Non è chiaro a chi appartenesse il carburante né chi lo abbia venduto: si tratta di informazioni che non figurano nei registri portuali sudcoreani.

La nave di maggior tonnellaggio, la Layla (sottoposta a sanzioni), ha effettuato due viaggi dal porto sud-orientale di Ulsan a Vladivostok – partendo il 19 luglio e il 10 agosto – trasportando complessivamente 57.000 tonnellate di gasolio. In occasione del primo viaggio, la nave aveva dichiarato alle autorità sudcoreane che la destinazione era Vladivostok, mentre per il secondo aveva indicato come meta Niigata, in Giappone.

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