Storie Web martedì, Ottobre 6

Il valore aggiunto per abitante è appena un quarto della media nazionale e la Sardegna, per crescere, ha bisogno della manifattura. Oltre che di interventi che facciano superare le difficoltà generate dalla condizione insulare. È quando emerge dal nuovo report realizzato dal Centro Studi di Confindustria Sardegna intitolato “La manifattura da potenziare: il divario produttivo della Sardegna”.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Pil inferiore di 10mila euro

«Nel 2024 il Pil della Sardegna è aumentato in termini reali dell’1,3%, contro lo 0,7% nazionale – si legge nel rapporto -. Si tratta della seconda crescita regionale più elevata dopo quella della Sicilia e anche le stime relative al 2025 vedono la Sardegna ai vertici della graduatoria, per quanto con tassi di crescita comunque contenuti».

Il dato congiunturale non modifica però la posizione strutturale dell’Isola: il Pil pro capite sardo è pari a 27.731 euro, quasi 10.000 euro in meno rispetto alla media italiana di 37.309 euro. Lo studio evidenzia poi un fatto: Abruzzo e Basilicata presentano una produzione manifatturiera per abitante rispettivamente superiore di oltre tre volte e di più del doppio rispetto a quella sarda. Anche Puglia e Campania, nonostante un Pil pro capite inferiore, producono per abitante rispettivamente circa il 48% e il 64% di valore aggiunto manifatturiero in più della Sardegna.

Il divario della manifattura

«La distanza diventa molto più ampia nella manifattura. Nel 2023 il settore ha generato in Sardegna circa 2,33 miliardi di euro di valore aggiunto, pari ad appena il 6,2% del totale regionale – sottolineano gli autori dello studio -, contro una quota nazionale del 17,2%: la manifattura produce nell’isola soltanto 1.478 euro per abitante, contro i 5.622 euro della media italiana». Quindi un’ipotesi e una proiezione. Perché se la manifattura «avesse in Sardegna la stessa incidenza osservata a livello nazionale, il suo valore aggiunto raggiungerebbe circa 6,5 miliardi di euro». Rispetto agli attuali 2,3 miliardi, la differenza supera i 4,1 miliardi, una cifra prossima al 10% del Pil regionale.

La crescita di un anno non basta

«La crescita di un singolo anno non è sufficiente a colmare un ritardo costruito nell’arco di decenni – rimarca Andrea Porcu, direttore del Centro Studi di Confindustria Sardegna -. Il dato più preoccupante non è soltanto che la manifattura sarda sia molto più piccola di quella delle regioni industrializzate, ma che risulti nettamente più debole anche rispetto a quasi tutto il Mezzogiorno».

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