Di nuovo in piazza: la protesta dei pastori sardi riparte. A sette anni di distanza dalla «guerra del latte», la mobilitazione si riattiva. Al centro, il prezzo del latte, gli «alti costi» di energia e mangimi. A richiamare il popolo degli allevatori che hanno denunciato «una situazione peggiore anche rispetto al 2019», un’assemblea a Tramatza cui hanno partecipato seicento tra allevatori, sindaci e esponenti della filiera lattiero-casearia per discutere del prezzo del latte ovino e delle malattie degli animali.
Peggio del 2019
«La situazione di oggi è peggiore di quella del 2019», ha ribadito Gianuario Falchi, portavoce dei pastori insieme con Fabio Pisu, Mario Carai e Nenneddu Sanna, «quando un quintale di mangime costava 25-30 euro, oggi siamo a 55 euro, il concime era a 35 euro e ora ne costa 120 e il gasolio agricolo era a 50 centesimi al litro e oggi a 1,70. Noi abbiamo l’urgenza di sapere se programmare la campagna latte 2026-2027».
Tremila tonnellate di pecorino
All’assemblea anche diversi sindaci e gli industriali caseari che hanno ascoltato le ragioni degli allevatori e relazionato sulla nuova strategia per gestire il mercato con il ritiro di 3000 tonnellate di Pecorino Romano per mantenere un equilibrio tra il valore del formaggio Dop e la remunerazione dei produttori.
L’andamento del comparto
Al centro della riunione, un confronto sull’andamento del comparto e sulle prospettive del mercato, a partire dai dati su produzione, vendite, giacenze, prezzi e costi. Nei mesi scorsi, la Regione ha coinvolto le organizzazioni agricole e le cooperative nella definizione degli interventi a sostegno della filiera. Tra questi, gli strumenti finanziari deliberati dalla Giunta regionale con il supporto della finanziaria regionale Sfirs, dai minibond alle misure per il destocking, che saranno illustrati al tavolo insieme alle relative modalità di funzionamento. Si aggiunge il fondo da 25 milioni di euro stanziato dal Consiglio regionale per contribuire a contenere l’aumento dei costi di produzione, con particolare attenzione al caro carburante. Intanto per il 13 ottobre l’assessorato dell’Agricoltura della Regione Sardegna ha convocato per martedì 13 ottobre, a Oristano, il tavolo della filiera lattiero-casearia ovina.
L’appello
Quindi, da parte dei pastori l’appello perché «le proteste per il prezzo del latte del 2019 non hanno insegnato nulla a chi deve trovare le soluzioni, a partire dalla politica». E l’annuncio di una nuova manifestazione a Cagliari entro ottobre.









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