Storie Web venerdì, Ottobre 2

Attese più elevate nel terziario, mentre gli ordini dall’estero sostengono l’industria, nonostante le scorte siano considerate eccessive. Più caute le prospettive del commercio per il secondo semestre, mentre appaiono deboli le aspettative occupazionali. È questa la percezione delle grandi imprese estere che operano in Italia, rilevata ad agosto. Sono imprese con 250-1.200 dipendenti che in Italia occupano 1,3 milioni di addetti, generano un fatturato di 518 miliardi di euro e producono un valore aggiunto di 121 miliardi. A monitorarle per la prima volta è il Barometro Imprese Estere di Confindustria, che affianca il Rapporto annuale dell’Osservatorio per raccogliere «con maggiore tempestività, il clima congiunturale, le aspettative e le decisioni programmate dalle imprese».

L’IDENTIKIT

Imprese a controllo estero residenti in Italia

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La rilevazione

Le imprese del campione «assorbono – si legge nel report – il 71,7% degli addetti e generano il 64,5% del valore aggiunto dell’insieme delle imprese a controllo estero residenti in Italia». Tra le grandi imprese residenti, quelle a controllo estero rappresentano il 26,6% del totale, concentrano il 32,1% degli addetti e contribuiscono al 37,6% del fatturato e al 36,3% del valore aggiunto. Senza contare, secondo le stime di filiera del Rapporto OIE, l’impatto indiretto sul mercato. Ciò significa che osservarne il clima e le prospettive fornisce un segnale utile anche sulle possibili ricadute per l’indotto e per i territori.

L’indagine misura il clima di fiducia (orientamento complessivo) e l’incertezza (prevedibilità del futuro). Le imprese del campione hanno risposto a questionari differenziati per settore: manifattura (46,7%), commercio (18,2%) e servizi (35,1%). Per costruire gli indici complessivi, i valori settoriali sono stati ponderati in base al valore aggiunto delle grandi imprese a controllo estero (34,5% per la manifattura, 32,8% per il commercio e 32,7% per i servizi).

LA SURVEY

Gli indicatori di fiducia e di incertezza misurano l’orientamento attuale e le prospettive delle imprese italiane a controllo estero

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I risultati

Nel settore manifatturiero, il giudizio delle imprese è influenzato positivamente dai livelli di produzione e dagli ordini già acquisiti dall’estero, oltre che dai nuovi ordinativi complessivi. Pesano invece negativamente le scorte eccessive di prodotti finiti, mentre gli ordini dal mercato interno risultano neutri. Le aziende esprimono valutazioni qualitative molto favorevoli sulla posizione competitiva, soprattutto sui mercati esteri. Guardando al breve periodo, emergono segnali positivi sugli investimenti programmati, mentre le prospettive occupazionali appaiono più deboli: sono più numerose le imprese che prevedono riduzioni del personale rispetto a quelle che stimano aumenti.

Nel commercio, il clima è mediamente positivo, ma con attese più caute per il secondo semestre. La fiducia corrente è sostenuta dalle vendite, soprattutto interne, e frenata da giacenze leggermente superiori al normale. Le grandi imprese commerciali a controllo estero segnalano pressioni sui prezzi dei fornitori, pur in un contesto di miglioramento della competitività sia sul mercato interno sia, in misura maggiore, su quello estero. Le prospettive future sono favorite dagli ordini ai fornitori e, con minore intensità, dagli investimenti programmati, mentre restano deboli le aspettative occupazionali.

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