Storie Web mercoledì, Settembre 30

Il 1° ottobre si celebra la Giornata internazionale del caffè, per la prima volta designata ufficialmente dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e l’Italia arriva all’appuntamento con i numeri di un settore industriale di primo piano. Nel 2025 sono state prodotte 424.168 tonnellate di caffè tostato e solubile, un volume che colloca il Paese al primo posto nell’Unione europea per il tostato. Le torrefazioni sono circa mille e il fatturato è di 5,9 miliardi di euro. È la fotografia scattata dal Comitato italiano del caffè di Unione italiana food, elaborando i dati Eurostat, Istat, NielsenIQ e Usda.

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Consumi a 287.143 tonnellate: 79 tazzine su cento si bevono a casa

Sul versante della domanda, il consumo complessivo annuo raggiunge le 287.143 tonnellate, pari a 4,9 chili per abitante e a circa 812 tazzine di espresso a testa. La ripartizione premia le mura domestiche: su cento tazzine, 79 vengono preparate in casa e 21 nei bar e nelle caffetterie. Nelle vendite per il canale domestico il macinato pesa il 64%, cialde e capsule il 24%, il solubile l’8%, i grani il 4%.

Brasile e Vietnam fanno il 57% dell’import, la Germania guida l’export

Alimentare questa filiera richiede però materia prima che in Italia non si coltiva in quantità significative. Nel 2025 sono arrivate 641.234 tonnellate di caffè verde, decaffeinato incluso (-2,2% in volume, +43,5% in valore), per due terzi Arabica e per un terzo Robusta. Brasile e Vietnam concentrano il 57% dei volumi e il 54% del valore. Gli acquisti dall’estero di caffè già lavorato crescono per il tostato, decaffeinato compreso, con 25.977 tonnellate (+18,1% in volume, +8,6% in valore), mentre il solubile, con 7.781 tonnellate, cala in volume (-14,2%) ma sale in valore (+15,6%). Dopo la trasformazione, il prodotto riparte verso l’estero: l’export di tostato vale 279.290 tonnellate (-4,2% in volume, +23,3% in valore), con Germania, Francia, Polonia, Stati Uniti e Regno Unito ai primi cinque posti, mentre quello di solubile si ferma a 4.550 tonnellate (-1% in volume, +2,5% in valore). Sui 179 milioni di sacchi prodotti nel mondo, i primi cinque Paesi extra Ue sono Brasile, Vietnam, Uganda, Colombia e Indonesia.

Moka al 32,5%, capsule al 31,2%: in casa i due sistemi sono quasi pari

Il canale domestico, che assorbe la maggior parte dei consumi, è anche quello in cui le abitudini si stanno spostando. Secondo l’indagine di Altroconsumo per il Comitato, la moka è il sistema prevalente per il 32,5% dei consumatori e le capsule per il 31,2%, seguite da cialde (16,7%) e macchine a grani (15,2%). Tre italiani su quattro bevono caffè regolarmente e, tra chi sceglie l’espresso, l’83% lo beve ogni giorno. Il 78% acquista al supermercato, il 29% anche online, e nella scelta pesa soprattutto il gusto, molto importante o fondamentale per circa il 76%. Il modello italiano resiste anche fuori confine: più della metà di chi beve espresso cerca all’estero bar all’italiana, mentre il 40% segue le usanze locali.

Solo il 27% sa che l’Italia non coltiva caffè verde

Cambiano anche i gusti e le regole. Sul piano normativo, la Commissione europea ha fissato al 30 dicembre 2026 l’applicazione del regolamento contro la deforestazione per le imprese grandi e medie e al 30 giugno 2027 per le micro e piccole; dal 30 dicembre 2027 entrerà nell’elenco anche il caffè solubile.

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