Storie Web domenica, Settembre 27

Un ambiente giovane, prevalentemente maschile e con una forte tendenza alla collaborazione. Così si presentano i consulenti autonomi al FeeOnly Summit 2026, in programma dal 30 settembre al 1° ottobre a Verona. La sezione dei consulenti finanziari autonomi dell’Ocf si caratterizza come una realtà in cui l’età media si attestava nel 2025 intorno ai 44 anni (i dati provvisori del 2026 danno comunque un aumento a 45 anni) e gli iscritti con meno di 40 anni rappresentavano oltre il 41% della popolazione complessiva. Questa attrazione verso la libera professione fee-only da parte delle nuove leve trova una spiegazione nelle parole di Cesare Armellini, fondatore & ceo di Consultique Scf e presidente di Nafop, il quale sottolinea che: «Questa è un’attività diversa e ancora ad oggi abbastanza nuova, che quindi può dare delle prospettive positive oltre che avere anche dei connotati di maggior libertà di espressione da parte del consulente rispetto ad altre categorie all’interno dell’Ocf».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I dati dell’ultima Relazione Annuale Ocf relativa al 2025 evidenzia una crescita numerica costante e strutturata dell’intero comparto. All’8 settembre 2026, i consulenti finanziari autonomi (Cfa) iscritti all’Albo sono saliti a 913 unità. Parallelamente, la sezione delle società di consulenza finanziaria (Scf) ha visto le persone giuridiche passare da 89 a 110 soggetti iscritti.

Dal punto di vista dell’organizzazione, emerge come la professione stia progressivamente superando l’impostazione puramente individuale. Infatti, degli 851 autonomi censiti a fine 2025, ben 467 operavano all’interno di una Scf, mentre 370 svolgevano l’attività in proprio e sette adottavano una modalità mista. La distribuzione territoriale vede una netta concentrazione nell’Italia settentrionale (67,7%), mentre la presenza femminile rimane ancora contenuta, pari a circa il 7,6% del totale degli iscritti (65 donne al 31 dicembre 2025), molto meno del 24% delle donne censite tra i consulenti abilitati all’offerta fuori sede.

L’esercizio della consulenza indipendente, slegata da grandi reti bancarie, richiede al professionista di gestire una complessità normativa, fiscale e finanziaria in continuo divenire. Anche il singolo consulente o lo studio associato di dimensioni ridotte deve garantire un’assistenza ad ampio raggio sul patrimonio del cliente. «Il ruolo delle strutture di ricerca indipendenti diventa in questo contesto un fattore importante di crescita, che consente anche ai giovani e alle piccole realtà di competere ad alti livelli qualitativi senza rinunciare alla propria autonomia – spiega Armellini -. La centralità di questo affiancamento aiuta a dare una risposta al cliente che dovesse interrogarsi su come possa fare un singolo o una piccola società fatta di due, tre persone, ad occuparsi di tutte le tematiche complesse, peraltro soggette a continui mutamenti. Quando si parla di consulenza, infatti, si fa riferimento alla pianificazione del patrimonio, agli aspetti previdenziali e assicurativi. Ci sono poi le questioni aziendali, successorie, quindi tante tematiche per cui un consulente ha necessità di avere una fonte, diciamo, autorevole, indipendente che lo possa supportare».

Anche perché come spiega Mauro Maria Marino, presidente dell’Ocf: «La consulenza non riguarda la semplice scelta di un singolo strumento finanziario, ma include un lavoro tecnico complesso che spazia dalla previdenza complementare alla protezione del capitale umano, fino alla pianificazione fiscale e successoria. Si tratta di ambiti che richiedono un’elevata specializzazione e che non si possono improvvisare, indispensabili per garantire che il patrimonio familiare sia tutelato anche a distanza di anni».

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