Storie Web domenica, Settembre 27

L’Italia rilancia in Europa la linea sui rimpatri dei migranti irregolari e punta sulla realizzazione di return hub e centri per i rimpatri al di fuori dello spazio europeo, prendendo come riferimento il modello sviluppato con l’Albania. È uno dei quattro punti portati dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Migration Summit in corso a Monaco di Baviera.

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Piantedosi ha partecipato al vertice su invito dell’omologo tedesco Alexander Dobrindt, insieme ai ministri dell’Interno di 18 Paesi europei e al commissario Magnus Brunner. Al centro dell’intervento del titolare del Viminale la politica europea sull’immigrazione, dalle procedure di frontiera ai rimpatri, fino al diritto d’asilo e alla gestione dei flussi nel Mediterraneo.

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Rimpatri più rapidi e procedure di frontiera

Il primo punto indicato da Piantedosi riguarda lo sforzo compiuto dall’Italia per la prima attuazione del Patto Migrazione e Asilo e la necessità, secondo il ministro, di mettere a disposizione degli Stati membri strumenti ancora più incisivi. L’obiettivo è rendere più efficaci le procedure accelerate di frontiera e consentire l’espulsione più rapida dei migranti irregolari.

Un secondo fronte riguarda il diritto d’asilo. Piantedosi ha chiesto iniziative per contrastarne gli abusi, sostenendo che non possa essere utilizzato strumentalmente come leva per entrare illegalmente in Europa.

Return hub fuori dall’Europa sul modello Albania

La proposta italiana torna poi sui return hub, i centri destinati ai rimpatri da realizzare fuori dallo spazio europeo. Piantedosi li indica, insieme ai centri per i rimpatri esterni all’Europa e sul modello di quanto fatto dall’Italia con l’Albania, come strumenti in grado di esercitare una funzione di deterrenza rispetto alle partenze illegali.

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