Italia, Spagna e Francia entrano nel mirino degli attacchi russi. È quanto ha rivelato il quotidiano spagnolo «El mundo», riportando le informazioni di un dossier riservato della Cia. Il documento sarebbe stato consegnato alle intelligence dei tre Paesi sotto tiro dopo una missione a Mosca del direttore dell’agenzia statunitense, John Ratcliffe.
Secondo il dossier, la Russia starebbe pianificando un’operazione di destabilizzazione che prevede attacchi con droni leggeri modello Gerbera. Grazie alle loro caratteristiche – lunghezza di circa due metri, apertura alare di 2,5 metri, peso di 18 chili, velocità di circa 160 km/h e autonomia fino a 600 chilometri – questi velivoli sono più facili da gestire e lanciare. Il Cremlino sfrutterebbe le “navi fantasma”, vale a dire le navi mercantili stanziate nel Mar Mediterraneo, per nascondere i droni all’interno dei container a bordo. Da una distanza di 200-300 chilometri dalla costa, il volo verso il bersaglio durerebbe tra l’ora e un quarto e le due ore.
I droni Gerbera hanno un carico esplosivo ridotto, non in grado di distruggere grandi edifici, ma sufficiente a provocare incendi, danneggiare apparecchiature esposte o causare la chiusura temporanea di porti e aeroporti.
Ma perché colpire Italia, Spagna e Francia? Il dossier della Cia individua due principali motivi: da una parte, questi tre Stati si presentano deboli dal punto di vista della difesa, con scarsi investimenti in sistemi integrati di difesa aerea e antimissile adeguati a fronteggiare questa tipologia di minaccia asimmetrica; dall’altra, tutti e tre i Paesi sono prossimi alle scadenze elettorali del 2027 e presentano dei partiti con posizioni critiche nei confronti dell’invio di armi all’Ucraina. L’intento politico sarebbe quindi alimentare la preoccupazione tra i cittadini e le divisioni interne, indebolendo il sostegno a Kiev.









