Storie Web sabato, Settembre 12

«È iniziato tutto con 7mila euro di liquidazione e tantissima incoscienza. Con il senno di poi, posso dire che questo è stato l’ingrediente più importante: non avevo la più pallida idea di quello che mi aspettava e questa, secondo me, è stata la carta vincente». Alberto Fassi, imprenditore bergamasco, classe 1975 e una laurea in Bocconi, aveva 25 anni quando decise di lasciare il suo posto in una grande società di revisione contabile per iscriversi a un Master in creatività. Il suo progetto per l’esame finale fu la progettazione e realizzazione di una cinghia per i libri di scuola, che sarebbe diventato anche il primo prodotto di Legami, l’azienda da lui fondata nel 2003, che oggi è uno dei marchi più noti (e imitati) di prodotti per la regalistica, per la cartoleria, di accessori per la casa e il viaggio, con 5mila prodotti in catalogo, suddivisi in 17 mondi, 1.400 dipendenti e un fatturato 2025/2026 di 383 milioni di euro.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Cosa l’ha spinta a diventare un imprenditore?

Il più grande ostacolo, in tutte le cose, è iniziare: vincere la paura, principalmente, e poi affrontare le prime difficoltà. Per questo un po’ di incoscienza è necessaria: se una persona fosse consapevole di quanta fatica richiede diventare imprenditore, probabilmente non farebbe mai il primo passo. Invece io ero talmente carico di entusiasmo ed energia, che ho pensato soltanto “questo è il mio più grande sogno, parto”. E da lì è cominciato tutto.

E come si rimane sognatori?

Nel 2003 ho iniziato a vendere le cinghie porta a porta, poi ho iniziato a sviluppare articoli che fossero in linea con la filosofia Legami, a costruire il catalogo e l’azienda che è oggi. Con tutta la fatica che questo comporta, perché andare veloci è emozionante, ma anche faticosissimo: significa non perdere mai il controllo, strutturarsi, organizzarsi per sostenere il proprio sogno. Perché io rimango questo, un sognatore, come chiunque lavori in Legami. Infatti il nostro claim è «We are dreamers» e riassume tutto ciò che siamo e che vogliamo trasmettere: vogliamo far star bene le persone, vogliamo farle sognare, abbattere i muri, diffondere positività in un mondo che sta andando nella direzione opposta. Il nostro modo di fare impresa oggi segue questa visione.

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