Storie Web venerdì, Settembre 4

Tre sorpassi nel Cavatappi, nessun pilota nell’abitacolo. A Laguna Seca, una pista simbolo del motorsport mondiale, l’Università di Modena e Reggio Emilia ha conquistato l’Indy autonomous challenge battendo nel duello finale l’Università statunitense di Purdue. A guidare la monoposto di Unimore Racing non c’erano mani sul volante, ma il software sviluppato da studenti e ricercatori dell’ateneo: un “pilota” digitale capace di leggere la pista, scegliere la traiettoria e lanciare l’attacco. Lo ha fatto tre volte proprio al Corkscrew, la sequenza di curve in picchiata che ha costruito la leggenda di Laguna Seca e che da oggi porta il nome di Alex Zanardi, a trent’anni dal suo “The Pass” del 1996. La vittoria è arrivata al termine della gara head-to-head dell’Indy autonomous challenge, competizione che trasforma il circuito in un laboratorio ad altissima velocità per la guida autonoma. In California si sono confrontati otto team universitari: oltre a Unimore e Purdue, AI Racing Tech, che riunisce Berkeley, Hawaii, San Diego e Carnegie Mellon; Auburn University; Caltech; Indiana university; il coreano Kaist; e PoliMove-Tet, guidato dal Politecnico di Milano con Tecnológico de Monterrey e la collaborazione di Michigan State e Lawrence technological university. Anche il secondo team italiano è salito sul podio, chiudendo terzo. Due realtà nazionali fra le prime tre, a conferma del peso della Motor Valley e della ricerca italiana nell’automotive.

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La particolarità è che l’hardware è uguale per tutti. I concorrenti dell’Indy autonomous challenge costruiscono le loro AV-24 partendo da un telaio Dallara (anche qui batte cuore emiliano) derivato dalla Indy Nxt e adattandolo alla guida senza pilota. A bordo lavorano radar, telecamere, sistemi di posizionamento e computer ad alte prestazioni. I sensori ricostruiscono ciò che accade attorno alla vettura; il software fonde i dati e decide in tempo reale come frenare, accelerare, sterzare, difendere la posizione o sorpassare. È qui che si gioca la gara: negli algoritmi, nella capacità di previsione e nella rapidità con cui il sistema reagisce oltre i 200 chilometri orari. L’AV-24 è progettata per superare le 190 miglia orarie, oltre 300 chilometri orari, facendo della pista un banco prova estremo per tecnologie destinate anche ai sistemi Adas e ai veicoli autonomi stradali.

Per Unimore è un successo che arriva da lontano. Il gruppo guidato dal professor Marko Bertogna lavora da anni su informatica real-time, controllo e autonomia e nel 2025 aveva già firmato, con la stessa AV-24, un record all’Autodromo di Modena: 58,3 secondi sul giro, un secondo meno del precedente primato ottenuto da una Lamborghini Huracán. A Laguna Seca il salto ulteriore è stato far prendere all’algoritmo non solo decisioni veloci, ma decisioni competitive, nel traffico e contro un avversario. Il calendario concede poco tempo per festeggiare. Domani, 5 settembre, Unimore e PoliMove torneranno in pista a Imola per il debutto europeo dell’Abu Dhabi autonomous racing league, A2RL, insieme ai tedeschi Tum e Constructor e al team Kinetiz degli Emirati. Le vetture saranno Dallara super formula SF23 identiche e, ancora una volta, a fare la differenza sarà il software. Unimore partirà ancora una volta dalla pole: da Laguna Seca alla Motor Valley, in meno di quarantotto ore la sfida dell’auto senza pilota parla sempre più italiano.

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