In attesa di risolvere con misure selettive il rebus del caro carburanti, il governo prova a guadagnare tempo sfruttando l’assist delle accise mobili, il cui “tesoretto” sarà contabilizzato nei prossimi giorni e consentirà di allungare ancora per un po’ lo sconto di 17 centesimi sul diesel con cui l’esecutivo ha tentato di alleggerire il conto alla pompa del controesodo degli italiani. La speranza in chi dovrà mettere nero su bianco l’extragettito dell’Iva di agosto è che l’ammontare sia più di alto dei 20,5 milioni alla base del decreto interministeriale, firmato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e dal collega dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha permesso di estendere di due giorni (il 25 e il 26 agosto) il taglio deciso a inizio mese dal Consiglio dei ministri. Anche perché, si fa notare, gli aumenti dei prezzi a livello internazionale sono proseguiti anche ad agosto con risvolti evidenti sui costi di benzina e gasolio che, però, non hanno modificato le abitudini degli italiani in vacanza, mentre hanno impattato, e non poco, sull’inflazione (come si racconta nell’altro servizio in pagina).
Verso interventi più selettivi
Con la nuova proroga, resa possibile dalle accise mobili, il governo conta, dunque, di guadagnare qualche giorno in più (con tutta probabilità una settimana) per poter poi preparare il terreno al secondo tempo della partita che dovrà mirare, è la linea condivisa all’interno della maggioranza, verso interventi più selettivi e modulati sui settori più esposti e sulle fasce con reddito più basso.
Le divisioni all’interno della maggioranza
Ma quali? Il ventaglio delle possibilità è ampio, ma al momento non ci sono certezze anche perché qualsiasi ipotesi dovrà fare preventivamente i conti con le risorse a disposizione . Un tema, quest’ultimo, su cui, come noto, non mancano le divisioni all’interno del centro-destra, con Forza Italia che continua a stoppare qualsiasi tentativo di tassazione dall’alto (leggi extraprofitti) sul comparto petrolifero. Che ha già fornito, con l’anticipo fiscale sui dividendi decido dall’ultimo decreto accise, le coperture per prorogare l’attuale taglio che scadrà il prossimo 5 settembre.
Le ipotesi allo studio
Le soluzioni allo studio, dunque, sono diverse e tra queste figura anche l’ipotesi di un buono carburante concesso come fringe benefit. Il meccanismo è già testato in passato, ma questa volta arriverebbe ad anno quasi concluso con il rischio di vedere già esaurito il plafond che le aziende destinano a questo tipo di aiuti. Senza contare, poi, che selezionare i soggetti destinatari attraverso l’Isee potrebbe trasformare il sostegno nell’ennesimo regalo agli evasori perché il meccanismo non è mai stato una garanzia di equità e rischia di non distinguere chi è in difficoltà da chi, invece, non lo è. E un analogo problema potrebbe riguardare anche l’altra ipotesi in circolazione, quella di un intervento ad hoc all’interno della carta “Dedicata a te”: soluzione sicuramente molto rapida per garantire degli aiuti che però, per le sue caratteristiche, potrebbe tagliare fuori quanti utilizzano con continuità l’automobile e fanno fatica a sostenere i rialzi di gasolio e benzina, ma non beneficiano dell’agevolazione.











