È stato addestrato e ottimizzato per un perimetro più stretto: analizzare software complesso e individuare vulnerabilità difficili da riconoscere.
In termini semplici, un normale modello linguistico ha frequentato un’enorme biblioteca. MAI-Cyber-1-Flash ha passato molto più tempo nel reparto manuali tecnici, rapporti sugli incidenti, patch, exploit e analisi del codice.
Microsoft sostiene di poter sfruttare decenni di esperienza nella sicurezza, oltre **100.000 miliardi di segnali al giorno** provenienti da identità, dispositivi, reti, cloud e applicazioni, insieme alle informazioni operative generate da **1,6 milioni di clienti**. È questo patrimonio, più ancora della sola architettura del modello, a costituire il vantaggio competitivo rivendicato dall’azienda.
Il modello non viene però lasciato libero di passeggiare nei sistemi aziendali con un piede di porco digitale. È inserito dentro MDASH, l’infrastruttura multi-agente di Microsoft per trovare, validare e correggere le vulnerabilità.
Come funziona davvero
Il funzionamento può essere descritto in quattro passaggi.











