Il dibattito sulla modifica della disciplina dell’imputabilità dei minori rappresenta uno dei passaggi più delicati che il nostro Paese si trovi oggi ad affrontare. Tocca infatti il punto di equilibrio tra sicurezza, tutela delle vittime, responsabilità individuale e protezione dello sviluppo di bambini e adolescenti. Proprio per questo richiede un confronto che sappia sottrarsi tanto alle semplificazioni quanto alle contrapposizioni ideologiche.
Come comunità scientifica riteniamo che ogni eventuale riforma debba poggiare su basi solide: evidenze scientifiche, corretta interpretazione dei dati e conoscenze aggiornate sullo sviluppo neuropsichico dei bambini e degli adolescenti. Il rischio, altrimenti, è quello di costruire risposte legislative a partire da percezioni sociali o da episodi di forte impatto mediatico, anziché da un’analisi rigorosa dei fenomeni.
Cosa dicono i dati
Il primo elemento da chiarire riguarda proprio i dati. La violenza minorile è un fenomeno complesso, che non può essere letto attraverso singoli indicatori. L’aumento delle denunce, a esempio, dipende anche dalla propensione a denunciare, dalle modalità di rilevazione e dall’attività investigativa. Analogamente, l’incremento della popolazione negli istituti penali minorili è influenzato dalle recenti modifiche normative e non costituisce, di per sé, la dimostrazione di una crescita della criminalità giovanile.
Gli omicidi commessi da minorenni rimangono fortunatamente eventi molto rari e le oscillazioni numeriche annuali non consentono di individuare un trend in crescita. Più in generale, il numero complessivo degli omicidi nel nostro Paese continua a mostrare una diminuzione di lungo periodo. Alimentare rappresentazioni allarmistiche non aiuta a comprendere il fenomeno né a costruire politiche efficaci.
Le risposte al disagio
Questo non significa negare il crescente disagio che osserviamo quotidianamente nei servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Assistiamo a un aumento della complessità clinica, della sofferenza psicologica, dell’impulsività, delle difficoltà relazionali e dei comportamenti aggressivi. La salute mentale degli adolescenti rappresenta oggi una delle principali emergenze sanitarie e sociali. Una quota molto elevata dei giovani coinvolti nei circuiti della giustizia presenta inoltre disturbi neuropsichiatrici, spesso associati a condizioni di grave vulnerabilità familiare e socioeconomica.













