Storie Web mercoledì, Luglio 29

Osservato ai raggi X un gigantesco uragano innescato da un buco nero distante miliardi di anni luce, così devastante da spazzare via le nubi cosmiche e impedire alla sua galassia di formare nuove stelle. Il risultato, pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics in uno studio guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), è uno dei primi frutti di Wisshful, un progetto osservativo dedicato ai quasar più luminosi dell’universo primordiale nel cosiddetto Mezzogiorno Cosmico, l’epoca compresa tra 2 e 4 miliardi di anni dopo il Big Bang, quando l’universo produceva stelle e faceva crescere i buchi neri al ritmo più elevato della sua storia.

Nello studio i ricercatori si sono concentrati sull’osservazione del quasar Wissh13, un nucleo galattico attivo che ingurgita gas e materia pari a 140 masse solari l’anno superando addirittura la propria capacità teorica massima di accrescimento. Le osservazioni del satellite Xmm-Newton, a cui si sono aggiunte quelle del satellite NuStar, hanno permesso di misurare il vento ultra-veloce di gas ionizzato (Ultra-FastOutflow, Ufo) più distante mai rilevato in un quasar non amplificato da una lente gravitazionale.    

In realtà sono stati rilevati due venti distinti, con velocità diverse e una marcata variabilità temporale. Un risultato che dimostra come questi outflow siano strutture complesse e stratificate. Si tratta inoltre di uno degli Ufo più potenti mai rilevati: ciascuna delle due componenti è in grado di espellere massa a un ritmo di circa 20 masse solari all’anno.   Lo studio ha inoltre permesso di misurare la temperatura della corona del buco nero, risultata tra le più basse mai registrate in buchi neri super massicci, una caratteristica potenzialmente collegata a un alto tasso di accrescimento e alla presenza di forti venti.

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