Storie Web mercoledì, Luglio 15

Componente dal 13 giugno del 2023, Saverio Valentino compie il salto interno e assume la presidenza dell’Antitrust. La nomina da parte dei presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, segna l’inizio del secondo corso dell’avvocato romano nell’istituzione che presiede al corretto andamento della concorrenza nei mercati.

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Con il passaggio avvenuto alle Camere sembrano dunque caduti i dubbi relativi alla possibile “promozione” di un componente già in carica (da oltre tre anni in questo caso). Dubbi che erano legati anche alla durata massima del mandato, che è comunque di sette anni.

Valentino è stato indicato da Fratelli d’Italia nell’ambito dell’accordo generale sulle nomine che ha portato anche alla scelta di Guido Stazi alla presidenza della Consob, con il gradimento di Forza Italia. Classe 1971, avvocato esperto di diritto della concorrenza italiano ed europeo, Valentino è figlio del penalista calabrese Giuseppe Valentino, parlamentare di Alleanza nazionale e del Popolo della Libertà dal 2006 al 2013 e sottosegretario alla Giustizia nei governi Berlusconi II e III.

Dopo la laurea in giurisprudenza alla Sapienza, Valentino si è formato con master in diritto comunitario presso il Collegio d’Europa di Bruges e master in legge presso la University of Chicago Law School. Poi l’esperienza con la Direzione generale I della Commissione europea, nell’unità che si occupava di politiche commerciali multilaterali. Autore di varie pubblicazioni sul ruolo e le funzioni dell’Antitrust, ora Valentino sarà chiamato a dare seguito all’attività del Garante che negli ultimi anni si è notevolmente concentrata sui meccanismi di abuso nei mercati tecnologici da parte delle grandi piattaforme.

Tra le incombenze immediate, anche la pubblicazione della nuova segnalazione al governo e al Parlamento sul disegno di legge annuale per la concorrenza. Il ritardo con cui è arrivata la nomina (il mandato del predecessore Roberto Rustichelli è scaduto il 6 maggio) rischia quest’anno di portare alla pubblicazione della segnalazione solo dopo l’approdo del Ddl in consiglio dei ministri (una bozza, preparata dal ministero delle Imprese e del made in Italy, infatti, è già pronta). A quel punto i suggerimenti del Garante tornerebbero comunque utili in vista dell’esame parlamentare.

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