Le ragioni del favore diffuso fra i cittadini sono forse da cercare nei fondamentali di una macchina politico-amministrativa ormai più che rodata, in territori in cui il centrosinistra da sempre fatica ad affermarsi fuori dai confini delle città. Come del resto accade anche in Piemonte, dove Alberto Cirio (Fi) arriva quarto con un 60% di consensi proseguendo il suo costante consolidamento registrato negli anni scorsi.

L’origine del vento nelle vele dei presidenti settentrionali di centrodestra non può essere invece individuata nei progressi dell’autonomia differenziata. Che al momento non ci sono.

Certo, il Governo ha avviato le preintese con Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto (Fedriga, alla guida di una Regione a Statuto speciale, non è ovviamente interessato). Ma i loro contenuti, peraltro uguali per tutte le Regioni, sono fortemente limitati dall’illegittimità costituzionale sancita dalla Consulta per la prima legge attuativa dell’autonomia. In gioco al momento ci sono protezione civile, professioni e previdenza complementare, oltre a un rafforzamento dell’autonomia già esistente in campo sanitario. Ma il percorso è solo agli inizi, e dopo l’esame parlamentare delle preintese dovrebbe tradursi nei disegni di legge attuativi; che però difficilmente arriverebbero al traguardo in caso di elezioni anticipate in primavera, come ha avvertito un paio di settimane fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Negli scalini di testa della graduatoria, comunque, il Nord domina ma non ha il monopolio. Dalla Calabria il vicesegretario di Forza Italia Roberto Occhiuto si conferma l’eccezione meridionale, con il quarto posto in condivisione con Cirio grazie a un 60% che segna un miglioramento di due punti rispetto all’anno scorso e di 2,7 punti nel confronto con il responso delle urne.

Per il resto, da Renato Schifani in Sicilia all’ottavo posto insieme al lucano Vito Bardi fino a Roberto Fico (Campania) in decima posizione con il marchigiano Francesco Acquaroli, il Mezzogiorno si concentra nelle parti medio basse della classifica. Chiusa quest’anno da un ex aequo tra Francesco Roberti (Molise), ultimo anche lo scorso anno, e Francesco Rocca (Lazio). Ma sotto la ”sufficienza” rappresentata dal 50% di consensi si incontrano anche Marco Bucci, l’ex sindaco di Genova ora presidente della Liguria, Stefania Proietti in Umbria e Alessandra Todde in Sardegna, che pure migliora di 2,5 punti il risultato dell’edizione scorsa.

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