Continuano le tensioni all’interno del mondo cattolico. Dopo lo strappo tra la Chiesa e i lefebvriani seguito alla consacrazione di quattro vescovi senza mandato apostolico, che nella lettera di scomunica è stata definita «un atto di natura scismatica», un altro gruppo di tradizionalisti, i Figli del Santissimo Redentore, potrebbe voltare le spalle al papa. I membri della comunità, conosciuti anche come Redentoristi Transalpini, si preparano ad una consacrazione episcopale senza il consenso del Vaticano.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La consacrazione episcopale

L’evento è in programma per il 25 luglio in Scozia, sull’isola di Papa Stronsay, nelle Orcadi. «Consacrerò padre Michael Mary il 25 luglio, se Dio vorrà» e «sarà consacrato in assenza di un mandato apostolico, poiché la Sede di Roma è chiaramente occupata dai nemici di Dio», ha annunciato il vescovo canadese Pierre Roy, superiore generale. Co-consacranti del rito saranno Rodrigo Ribeiro da Silva e Fernando Altamira.

La risposta della Chiesa

Il vescovo di Aberdeen Hugh Gilbert ha replicato che «questa ordinazione verrebbe celebrata senza mandato papale, da un gruppo di vescovi che negano che il Santo Padre papa Leone XIV sia effettivamente il papa. Poiché questa consacrazione dovrebbe avere luogo entro i confini geografici della diocesi di Aberdeen, sono tenuto a chiarire ai fedeli della diocesi che qualsiasi ordinazione episcopale di questo tipo sarebbe illegittima e un grave atto di disobbedienza, che separerebbe i partecipanti dalla comunione con la Chiesa Cattolica». Per questo Gilbert ha avvertito che «nessun fedele dovrebbe partecipare. Questa azione non è per il bene della Chiesa Cattolica, come si afferma falsamente».

La storia dei Redentoristi

Il piccolo gruppo di ultra-conservatori nacque nel 1987 come costola proprio del movimento di Marcel Lefebvre, mostrando un atteggiamento fortemente critico nei confronti della Chiesa e soprattutto del Concilio Vaticano II voluto da papa Giovanni XXIII e concluso da Paolo VI. Nel 2008 avvenne però la riconciliazione con Benedetto XVI e i Redentoristi rientrarono nella piena comunione ecclesiale.

Il precedente

La reazione della Chiesa all’iniziativa dei lefebvriani non si era fatta attendere. Il 2 luglio con un decreto firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, è stata comminata una scomunica “latae sententiae” ai vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay e ai vescovi neo-consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier.

Condividere.