Storie Web venerdì, Luglio 3

Anche se ci sono molti casi di aziende tessili la cui storia si è intrecciata con quella dell’Italia, quello di Albini è uno dei più rappresentativi: era il 1876, sei anni dopo il completamento dell’unità d’Italia con la conquista di Roma, quando ad Albino, nella Val Seriana, veniva fondato il cotonificio del quale poco più tardi l’imprenditore brianzolo Giovanni Albini sarebbe diventato prima socio e poi unico proprietario, dando vita a quello che oggi è il più importante cotonificio italiano e d’Europa, associato ai tessuti per camicia più belli al mondo.

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Le generazioni seguenti hanno affrontato crisi, guerre, persino rapimenti; hanno usato i fondi del Piano Marshall per acquistare telai all’avanguardia e modernizzare tutte le fasi di produzione; hanno aperto l’azienda ai mercati globali, soprattutto grazie alla visione di Silvio Albini, scomparso improvvisamente nel 2018. Una storia di famiglia che va di pari passo con quella del gruppo, che oggi conta quattro marchi di tessuti, oltre mille dipendenti, sette stabilimenti, 150 milioni di fatturato nel 2025.

Nel 2026, con il marchio Albini 1876, celebra 150 anni, un traguardo raggiunto e celebrato orgogliosamente ma con quell’ understatement da sempre insito nella famiglia, che ancora abita nell’antica villa di Bergamo, in sobrio stile fiorentino.

La quinta generazione della famiglia Albini: da sinistra, Stefano, Fabio, Andrea Albini

La quinta generazione guida l’azienda con Stefano (presidente), Andrea (direttore degli stabilimenti), e Fabio (direttore creativo), insieme all’ad Pierluigi Fusco Girard, arrivato in Albini quasi due anni fa: «Mi colpisce ogni giorno il legame strettissimo con la comunità – racconta –. Qui si dice “lavoro per gli Albini” e non solo “per Albini”: una sottigliezza, ma molto significativa. Nonostante si tratti di un’azienda nota in tutto il mondo e apprezzata dai brand più importanti, la caratterizza l’umiltà, l’ascolto, il lavoro appassionato e volto costantemente all’innovazione, al miglioramento».

Pierluigi Fusco Girard è ad di Albini Group dal 2024

Fusco Girard sembra avere una propensione particolare per le aziende dal prestigioso passato e di promettente futuro, come il Linificio e Canapificio Nazionale, che ha guidato per sette anni. E una visione che unisce le due dimensioni temporali ha dato vita al programma di celebrazioni dei 150 anni di Albini: «Abbiamo scelto la formula “150 years of wonder”, dove il senso di meraviglia scaturisce certo da quello che è stato fatto, ma implica anche e soprattutto un invito a stimolare la curiosità, la ricerca, che caratterizza da sempre Albini».

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