Storie Web giovedì, Luglio 2

Una piccola grande svolta che segna l’attuazione del principio europeo «once only». Stop alle richieste ripetute di dati a cittadini e imprese. Tutte le pubbliche amministrazioni e i gestori di servizi pubblici per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali possono accedere automaticamente, per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali, ai dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). Il risultato è frutto della collaborazione tra il ministero dell’Interno (titolare dell’Anpr), il dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, e Sogei, che assicura il supporto tecnico-operativo e garantisce la manutenzione evoluzione e conduzione della piattaforma Anpr.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’accesso automatico ai dati Anpr amplia modello di interoperabilità già operativo che consente agli enti, nei casi previsti dalla legge, di consultare direttamente i dati anagrafici aggiornati dall’Anagrafe nazionale, costantemente alimentata dai Comuni.

Come avviene l’accesso

L’accesso avviene attraverso la Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd), il sistema che abilita lo scambio sicuro e standardizzato di informazioni tra gli enti. La misura dà attuazione concreta al principio europeo «once only»: i cittadini non dovranno fornire più volte gli stessi dati alle diverse amministrazioni. Le amministrazioni potranno consultare direttamente i dati anagrafici aggiornati alla fonte, evitando di chiedere autocertificazioni di dati già disponibili. Una novità che promette di eliminare pratiche ridondanti e lungaggini burocratiche.

Cosa cambia per cittadini e imprese

Per cittadini e imprese significa meno documenti da presentare, meno errori e tempi più rapidi nelle procedure. Per la macchina pubblica, invece, si apre una fase di maggiore efficienza operativa.

Stop a verifiche manuali e duplicazione di banche dati

L’interoperabilità garantita dalla Pdnd consente di superare le verifiche manuali e la duplicazione delle banche dati, riducendo i rischi di incongruenze tra informazioni. Il risultato atteso è un significativo contenimento dei costi amministrativi e un’accelerazione nell’erogazione dei servizi pubblici. Uno snodo nel processo di trasformazione digitale della Pa, con impatti concreti sia sull’organizzazione interna degli enti sia sulla qualità dei servizi offerti.

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