Storie Web mercoledì, Luglio 1

Il presidente statunitense Donald Trump ha valutato nei giorni scorsi un ritorno alla guerra con l’Iran ma poi ha scelto la diplomazia

Araghchi: Trump tenga buoni i suoi cagnolini a Tel Aviv o risposta potente

“I termini del memorandum d’intesa di Islamabad sono chiarissimi e di dominio pubblico. Il presidente degli Stati Uniti si è impegnato a tenere a bada i suoi ’cagnolini’ a Tel Aviv. Se dovessero ignorare il loro padrone, l’Iran darà loro una lezione. Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo o la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha definito un “condannato a morte” l’attuale Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei.

Consiglio Sicurezza Iran, dossier vendetta per morte Khamenei resta aperto

Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran ha affermato che “Il fascicolo sulla vendetta per il sangue del martire Ayatollah Khamenei e dei martiri iraniani rimane aperto”. Lo riporta la Tv iraniana Irib. “I comandanti e gli autori di questi crimini dovranno affrontare la giustizia a tempo debito, e non ci vorrà molto, per mano di elementi retti”, si legge ancora.

L’Iran critica lentezza processo giudiziario internazionale per gli attacchi a Minab

L’ambasciatore iraniano presso l’Onu a Ginevra, Ali Bahraini, ha criticato la “lentezza del processo giudiziario nei forum internazionali” in merito al caso dell’uccisione di 168 studenti e insegnanti durante gli attacchi israelo-americani alla città di Minab, in Iran. “Non permetteremo al mondo di dimenticare col tempo questi crimini contro i civili”, ha sottolineato, aggiungendo: “Indubbiamente, la responsabilità dell’accaduto ricade su Stati Uniti e Israele, in quanto aggressori”. “Dobbiamo continuare a raccontare l’accaduto e a perseguire la giustizia per le vittime nei forum internazionali”, ha concluso Bahraini, secondo quanto riportato da Mehr.

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