Il ritorno del nucleare come strumento per rafforzare l’autonomia energetica del Paese e affiancare la crescita delle fonti rinnovabili. È la linea indicata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto a margine della consegna del Premio Made in Italy Sostenibile 2026 al Mimit, all’indomani del via libera della Camera alla legge delega sul nucleare.
“Voglio ricordare a tutti che il referendum che passò allora – sotto un’ondata emotiva – chiuse le centrali nucleari nel nostro Paese quando avevamo un mix energetico tra le fonti rinnovabili di quel periodo, l’idroelettrico e il nucleare prodotto in Italia, che consentiva di avere un costo dell’energia e una sicurezza energetica che tutti gli altri ci invidiavano in Europa e nel mondo“, ha affermato Urso.
Il ministro ha ricordato come l’Italia fosse “la terza potenza nucleare civile al mondo, dopo l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti”, sottolineando che molti Paesi europei hanno mantenuto attivi i propri impianti. “Noi le abbiamo chiuse quelle centrali nucleari, gli altri le hanno tenute aperte e oggi compriamo energia nucleare da loro, talvolta prodotta a pochi chilometri dai nostri confini”, ha aggiunto.
Per Urso, il provvedimento approvato dal Parlamento rappresenta una svolta strategica. “Con questo provvedimento l’Italia torna a essere una nazione che crede nella scienza, nella tecnologia e nella ragione di chi ci dice che dobbiamo costruire un mix energetico sostenibile sul piano ambientale”.
Secondo il ministro, il percorso verso la transizione energetica deve proseguire anche attraverso il rafforzamento delle fonti rinnovabili. “Gli impianti di energia rinnovabile nel nostro Paese sono cresciuti del 40% durante il governo di Giorgia Meloni. Dobbiamo continuare a lavorare e a convincere le Regioni che questi impianti sono assolutamente necessari”.
L’obiettivo è dunque costruire un sistema energetico fondato sull’integrazione tra rinnovabili e nuova generazione nucleare, anche attraverso piccoli reattori modulari. Una strategia che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe contribuire a ridurre la dipendenza energetica dall’estero, aumentare la resilienza rispetto alle crisi geopolitiche e favorire una riduzione dei costi dell’elettricità per imprese e famiglie.
“Un mix energetico che si regga sull’energia rinnovabile e sull’energia nucleare, entrambe finalizzate a garantire al nostro Paese un’autonomia energetica e nel contempo una produzione di elettricità a più basso costo per le nostre imprese e per le nostre famiglie”, ha concluso Urso.













