Storie Web mercoledì, Maggio 27

Cambia il volto delle foreste europee, attraverso una trasformazione lenta ma costante che porta con sé sfide nuove. Le statistiche indicano una lieve espansione della copertura arborea nel Vecchio Continente ma un’analisi più approfondita scopre dinamiche preoccupanti: foreste che invecchiano in modo distorto, monocolture vulnerabili al fuoco, incendi sempre più devastanti nel Mediterraneo e un paradosso di rimboschimento spontaneo che avanza senza criterio. A fotografare questo scenario è il World Resources Institute (Wri), attraverso la piattaforma Global Forest Watch. 

«Circa il 90% della perdita di copertura arborea in Europa è riconducibile ad attività di disboscamento, come taglio del legname, produzione di biomassa per energia, industria del legno – spiega Sarah Carter, ricercatrice associata di Global Forest Watch presso il Wri -. In generale ci aspettiamo che le foreste si riprendano, attraverso rimboschimento o rigenerazione naturale ma questo non vuol dire che il fenomeno sia privo di rischi»

Le foreste crescono ma si impoveriscono

I dati del WRI, elaborati in collaborazione con il Glad Lab dell’Università del Maryland, mostrano che tra il 2001 e il 2021 l’Europa ha registrato un incremento netto di copertura arborea di circa l’1%, pari a 1,5 milioni di ettari. A fronte di un risultato positivo, emerge una sensibile riduzione della quota delle foreste alte, con alberi superiori ai 15 metri, le più ricche di biodiversità e le più efficaci per la cattura del carbonio: hanno perso 2,25 milioni di ettari. La regione nordica (Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca) ha registrato i cali più marcati: -3,5% di foreste totali e -20% di foreste alte negli ultimi due decenni.

«Quando una foresta matura viene abbattuta o bruciata, spesso ricresce — spiega Carter —, ma i nuovi alberi impiegano decenni per raggiungere i benefici climatici ed ecosistemici di una foresta adulta. In molti casi, dove vengono piantate solo una o due specie al posto di soprassuoli diversificati, quei benefici potrebbero non tornare mai completamente»

Il problema non riguarda solo il Nord Europa. In molte aree del continente si registra un rimboschimento spontaneo, alimentato dall’abbandono delle terre agricole. Un fenomeno che può sembrare positivo, ma che nella pratica spesso produce monoculture dense e non gestite, potenzialmente molto vulnerabili agli incendi. 

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