Storie Web venerdì, Maggio 22

Migliaia di soggetti coinvolti, sequestri su tutto il territorio nazionale e danni da centinaia di milioni per le società coinvolte. La Guardia di Finanza ha portato alla luce un sofisticato sistema di pirateria audiovisiva che permetteva di accedere illecitamente a contenuti a pagamento di alcuni tra i più grandi servizi di streaming. Al centro dell’indagine c’è Cinemagoal, un’applicazione capace di superare i blocchi di sicurezza delle piattaforme, incrementare la qualità della visione e ridurre drasticamente le possibilità che gli utenti finali vengano rintracciati dalle forze dall’ordine.

Il sistema Cinemagoal

L’operazione è stata condotta dalla Gdf di Ravenna e ha coinvolto circa 200 finanzieri che hanno eseguito più di cento perquisizioni e sequestri lungo tutta la penisola. L’obiettivo era colpire l’articolato sistema di abbonamenti pirata messo in piedi da Cinemagoal, che consentiva di fruire dei contenuti di Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify.

In seguito a una fase di attento monitoraggio sui social, le forze dell’ordine hanno scoperto che l’applicazione connetteva i device dei clienti a un server estero per decriptare i materiali a cui si voleva accedere. Al fine di permettere a questo complesso sistema di funzionare, delle macchine virtuali distribuite sul territorio nazionale attive 24 ore su 24 captavano e ritrasmettevano istantaneamente i codici originali di abbonamenti leciti intestati a soggetti fittizi, in modo da poter inviare un segnale in chiaro agli utenti.

Come evitare i controlli

Per aggirare i controlli di autorità e piattaforme, l’accesso all’applicazione non determinava l’impiego di una connessione direttamente associabile a un indirizzo Ip, dinamica che assicurava maggiori tutele all’utente finale.

L’abbonamento annuale a questo servizio aveva un costo variabile tra i 40 e 130 euro in base al pacchetto scelto e oltre 70 persone erano incaricate di distribuire il prodotto sul territorio.

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