“Tra i fondatori e poi guida del Partito Radicale- ricorda il capo dello stato-, più volte parlamentare italiano ed europeo, ha animato l’aula di Montecitorio anche con memorabili maratone oratorie dirette a sottolineare l’urgenza di problemi che non appartenevano all’agenda di quei tempi. Pannella ha legato il suo nome a campagne referendarie che hanno rappresentato svolte nella vita sociale, con l’uso dei referendum popolari come leva dell’azione politica. Il tema dei diritti civili, come espansione delle libertà costituzionali, ha costituito il filo che nel tempo ha legato le sue molteplici esperienze e alleanze”. Il leader radicale, dice ancora Mattarella, “fu uomo del dialogo, come nel caso delle decisioni che portarono a interventi straordinari della Repubblica per combattere la fame nel mondo, oltre che protagonista in passaggi delicati della vita delle istituzioni. Europeista tenace e convinto, coerente sostenitore dello Stato di diritto, irriducibile avversario della pena di morte, difensore della dignità dei detenuti, lascia un’eredità che riserva valori anche a chi non ha condiviso tutte le sue battaglie”.
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