Storie Web giovedì, Maggio 7

Il prossimo 16 maggio in tutta Italia verrà celebrata la quarta edizione della Giornata della ristorazione e Fipe – Confcommercio presenta il rapporto «The Italian table abroad», realizzato da Sociometrica che analizza il valore della cucina italiana come fattore di conoscenza e diffusione culturale in Europa. Per l’occasione sono stati analizzati quasi 1.500 ristoranti in dieci capitali europee per definire il posizionamento del brand Italia. Emerge una grande varietà creativa con l’86% delle ricette unico e premia l’identità delle singole città. Infatti Londra e Parigi guidano l’Indice di autenticità, forse controintuitivamente dato il loro carattere di metropoli cosmopolite, Monaco e Berlino si confermano capitali del rito del caffè, con i rating più alti d’Europa (9,11). Il report evidenzia inoltre il successo dei grandi classici universali della cucina italiana: la pizza Margherita è il piatto più diffuso (657 locali), la carbonara guida i primi piatti, mentre il tiramisù si conferma il dessert insostituibile, specialmente a Vienna. Viene riconosciuta l’importanza della tradizione, testimoniata anche dal primato dell’osteria e della pizzeria nella percezione dei clienti europei, che superano i ristoranti gourmet. Infatti il comparto si attesta come «affordable premium», a fronte di un rating di gradimento eccellente (8,95/10) mentre il prezzo medio per un piatto principale è di circa 30 euro.

Secondo una analisi di Deloitte il valore della “cucina italiana” nel mondo è di oltre 251 miliardi di euro mentre tra gli addetti ai lavori stimano in circa 90mila i ristoranti italiana di cui meno del 20% può considerarsi realimente autentico, sia per l’uso di materie prime made in Italy e senza adattamenti ai gusti locali. Perché la vera ricetta è quella della tradizione italiana. «La ristorazione non è solo economia: è identità, cultura, relazione, memoria – ha detto Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe – Confcommercio -. Ogni piatto racconta un territorio e ogni momento di convivialità rafforza quel “sense of Italy” che incorpora la storia, le emozioni e le intelligenze che alimentano la nostra cultura, anche d’impresa. I pubblici esercizi sono la rete che tiene vive le città, che illumina i quartieri e combatte il degrado, costituendo un presidio di prossimità e un’ancora di salvezza sociale in un tempo segnato da frammentazioni e solitudini crescenti. Celebrare questa Giornata significa riconoscere che l’impresa è un bene comune, un patrimonio materiale e immateriale che abbiamo il dovere di tutelare e tramandare».

La ristorazione è uno di quei pilastri dell’Italia del bello e ben fatto ma anche un valore etico e sociale. Anche per questo nel programma della Giornata della ristorazione 2026 verrà messo al centri la formazione delle nuove generazioni con un calendario capillare di iniziative per l’educazione alimentare. Per tutto il mese di maggio, chef qualificati della rete Fipe entreranno nelle scuole primarie italiane per tenere laboratori pratici. Questa missione etica, pensata per trasmettere ai bambini il valore intrinseco del cibo, la cultura della stagionalità e le pratiche di contrasto agli sprechi, è stata suggellata dalla firma di un Protocollo d’intesa alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Simbolo prescelto per questa edizione mondiale, che coinvolgerà oltre 10mila locali il 16 maggio, è il riso: un ingrediente globale ed emblema universale di condivisione e senso di comunità.

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