Gli Stati Uniti potrebbero trovarsi “meglio” se non si arrivasse a un accordo con l’Iran, dice Donald Trump. I democratici insorgono contro Donald Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono “terminate” e quindi non serve alcuna autorizzazione per il conflitto.

Iran: Starmer, «Gb non tornerà a status quo con riapertura Stretto, più vicini a Ue e transizione verde»

L’economia in Gran Bretagna “non ritornerà alla normalità” con la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha affermato il Premier Keir Starmer in una intervista alla Bbc in cui anticipa un picco dell’inflazione nel momento in cui c’è una guerra su due fronti. Il Paese “deve prendere una strada diversa” per il suo futuro e non tornare “allo status quo” come era stato fatto dopo altre crisi sistemiche, come quella del 2008 o dopo la pandemia di covid. “Molti elettori, molte persone in tutto il Paese, sono frustrate perché non hanno visto i cambiamenti che chiedevano per questo Paese. Siamo rimasti fermi per la maggior parte degli ultimi 20 anni. Ogni volta che siamo colpiti da una crisi come quella di queste settimane, che sia la crisi finanziaria del 2008, la Brexit o il covid, il governo del momento non vuole altro che il ritorno allo status quo il prima possibile”, ha aggiunto, anticipando la necessità di rendere la Gran Bretagna “più resiliente”, con legami più stretti con l’Europa e la transizione verso energie pulite. “Ma lo status quo non funzionava. Quindi non possiamo ripetere questo errore. Dobbiamo prendere una strada diversa in risposta a questa crisi”. “Dobbiamo riunire Paesi per arrivare all’apertura dello Stretto, che è quello che sto facendo nella coalizione che sto guidando insieme al Presidente francese Emmanuel Macron, su cui sto lavorando con molto impegno nelle ultime settimane, perché dobbiamo tornare all’apertura dello Stretto il prima possibile. Ma non voglio che nessuno pensi che quando questo accadrà, tornerà tutto alla normalità, non sarà così. C’è anche la guerra in Ucraina e tutti gli indicatori ci dicono che ci sarà più volatilità, non meno, nel mondo”.

Iran: eseguite due condanne a morte, «erano spie del Mossad»

In Iran sono state eseguite le condanne alla pena di morte inflitte a due persone accusate di spionaggio a favore di Israele. “Yaghoub Karimpour e Nasser Bekrzadeh sono stati impiccati per i reati di cooperazione con l’intelligence e spionaggio a favore” di Israele, ha reso noto Mizan Online, il sito web della magistratura della Repubblica islamica. Non è chiaro a quando risalgano gli arresti dei due uomini. Secondo Mizan, Karimpour è stato condannato per aver “filmato e fotografato siti militari e della sicurezza e aver inviato il materiale a un agente del Mossad” durante i 12 giorni di guerra dello scorso giugno. Bekrzadeh è stato invece accusato di aver collaborato con il Mossad inviando informazioni su “persone religiose e figure di spicco livello provinciale” e su “centri importanti come l’area di Natanz”, dove si trova un sito nucleare. Non è chiaro a quando risalgano i fatti.

Flotilla, «governo si adoperi per rilascio attivisti’, presidio davanti a Farnesina»

“Thiago Avila e Saif Abukeshek sono stati rapiti mentre navigavano su imbarcazioni battenti bandiera italiana. La responsabilità politica e legale è in capo al nostro governo. Chiediamo che il governo italiano si adoperi per l’immediato rilascio degli attivisti e di tutti i prigionieri politici palestinesi”. E’ la richiesta della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, che ha convocato un presidio alle 9 davanti alla Farnesina aperto a tutta la cittadinanza, per sollecitare anche l’interruzione dei rapporti con Israele, le sanzioni e l’embargo. Alle 12 si terrà una conferenza stampa a cui sarà presente Maria Elena Delia, portavoce di Global Sumud Italia. Si parlerà tra l’altro dell’esposto urgente depositato dal team legale presso la Procura di Roma e delle azioni giudiziarie avviate in sede nazionale e internazionale, della situazione a Creta, delle condizioni dei partecipanti ricoverati in ospedale e degli aggiornamenti relativi ai rimpatri.

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