Storie Web venerdì, Maggio 1

Sgravi contributivi per le imprese che mettono in campo strumenti per la conciliazione tra lavoro e vita familiare, ottenendo la certificazione UNI/PdrR 192:2026, un nuovo strumento entrato in vigore proprio in questi giorni per il riconoscimento di organizzazioni pubbliche e private che scelgono di investire su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute, continuità di carriera.

La norma

La misura contenuta nel decreto Lavoro, approvato dal Cdm e in attesa di essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende in possesso della certificazione collegata alla valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, con una misura fino all’1 per cento e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.

«La nuova certificazione, che affianca e integra quella già operativa per la parità di genere – ha detto Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità – è frutto di un lavoro molto approfondito portato avanti dal ministero insieme a UNI e alla provincia autonoma di Trento, già promotrice del “family audit” che ha dato importanti spunti per questa iniziativa». La certificazione per la parità di genere è andata molto bene e ad oggi sono 12.500 le aziende certificate.

Le risorse in campo

Per questo nuovo sgravio sono stati stanziati 7 milioni per la restante parte del 2026 e 12 milioni l’anno strutturali a partire dal 2027. A queste risorse si aggiungono 14 milioni già messi in campo dal ministero per l’accompagnamento delle imprese nel percorso di certificazione.

L’attuazione

L’esonero viene riparametrato e applicato su base mensile con decreto del Lavoro, di concerto con l’autorità politica delegata alle politiche per la famiglia e con il Mef, da adottarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalità attuative dell’esonero, ivi comprese le procedure di acquisizione delle nuove certificazioni (e del periodo di validità delle stesse). Le imprese in possesso della certificazione beneficeranno anche di attività di promozione di competenza dell’Ice. Spetterà all’Inps monitorare la misura.

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