Si alza l’allarme per il fiume Po. La condizione di siccità continua a peggiorare e il livello di severità idrica è stato elevato da «medio» ad «alto». La decisione è stata presa all’unanimità dall’Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del Po nel corso di una riunione che si è tenuta ieri. Il prossimo incontro è in programma per il 6 agosto.
La situazione, al momento, è critica per l’intero bacino padano, in particolare per le forniture idropotabili, e sono già oltre cento i comuni tra Piemonte e Lombardia che hanno difficoltà negli approvvigionamenti. Diversi di questi da giorni impiegano autobotti e autocisterne per rifornire i serbatoi degli acquedotti e garantire il servizio ai cittadini.
Un quadro in peggioramento
Il quadro, secondo Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, «è peggiorato. Non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali. Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo infatti meno acqua nei laghi, meno acqua nei fiumi con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture, a cominciare dal riso».
In aggiunta, nei prossimi giorni, secondo l’Osservatorio, a causa della riduzione delle portate di fiume e affluenti si prevede anche la ripresa del fenomeno dell’intrusione salina nel Delta del Po, con un possibile interessamento della centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, nel territorio di Taglio di Po, in provincia di Rovigo.
Afa e siccità
Le regioni del Nord si trovano dunque a fare fronte a una situazione di grande difficoltà e l’arrivo della quarta ondata di calore dell’anno, che sta facendo registrare temperature estreme lungo tutta la penisola, allontana ulteriormente le possibilità che la crisi si risolva in tempi brevi.










