Cole Tomas Allen, il 31enne accusato di aver tentato di assassinare Donald Trump durante la cena di gala dei corrispondenti della Casa Bianca di sabato 25 aprile, è stato formalmente incriminato. A riferirlo è la Cnn. I capi d’accusa sono tre: tentato omicidio del presidente, trasporto di arma da fuoco e munizioni con finalità criminali e uso di un’arma durante un reato violento.
Secondo l’accusa, Allen avrebbe attraversato i confini statali viaggiando in treno dalla California fino a Washington con il proprio arsenale. Il primo capo d’imputazione prevede l’ergastolo, il secondo una pena fino a 10 anni, mentre per l’uso dell’arma durante il crimine è prevista una condanna minima obbligatoria di 10 anni da scontare consecutivamente. I procuratori hanno chiesto la detenzione dell’uomo, ritenuto responsabile di essersi armato e di aver forzato i controlli di sicurezza durante l’evento.
Allen è comparso davanti al giudice federale Matthew Sharbaugh in una breve udienza. Indossava la divisa blu del carcere, è apparso perlopiù immobile e ha risposto a voce alta e chiara con semplici “sì” e “no” alle domande sul suo passato e sui suoi diritti come imputato. A un certo punto ha rivolto lo sguardo verso il procuratore Jeanine Pirro, presente in aula ma senza intervenire. Ha dichiarato di avere una laurea magistrale in informatica, di non aver fatto uso recente di droghe o alcol e ha chiesto di essere assistito da avvocati d’ufficio.
Il pubblico ministero per la sicurezza nazionale Jocelyn Ballantine ha ricostruito in aula la dinamica: «Ha attraversato i confini statali armato di una pistola ed è arrivato a Washington, dove ha tentato di assassinare il presidente». Ai legali della difesa sono state consegnate anche diverse fotografie delle armi che, secondo l’accusa, l’imputato avrebbe portato con sé nella capitale.
La difesa ha sottolineato che Allen non ha precedenti penali. L’udienza per la convalida dell’arresto è stata fissata per il 30 aprile, mentre i giudici dovranno decidere sulla richiesta di custodia cautelare avanzata dall’accusa. In aula erano presenti almeno dieci agenti federali.





