La nuova legge elimina la possibilità di scarcerazione anticipata per reati gravi commessi da minori, suscitando forti preoccupazioni sui diritti umani e la riabilitazione.
È entrato in vigore il 26 aprile 2026 in El Salvador un controverso pacchetto di riforme penali promosso dal presidente Nayib Bukele che prevede l’ergastolo per i minorenni.
Il testo introduce la condanna alla pena perpetua per i reati di omicidio – compreso il femminicidio – stupro e appartenenza a bande criminali, considerate gruppi terroristici, negando il diritto alla libertà condizionale o alla scarcerazione anticipata.
Organizzazioni come la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (Cidh) e Human Rights Watch (Hrw) denunciano tuttavia che tali misure sono incompatibili con gli standard costituzionali internazionali.
Secondo la Cidh “l’imposizione dell’ergastolo a bambini e adolescenti è incompatibile con la giurisprudenza interamericana, in quanto sproporzionata rispetto all’obiettivo della riabilitazione”.
Sulla stessa linea l’ong Hrw afferma che la riforma penale “contraddice gli standard internazionali, poiché le pene per i minori dovrebbero essere sostanzialmente più brevi e offrire reali opportunità di riabilitazione”.






