Storie Web lunedì, Aprile 27

Almeno centomila alloggi a prezzi accessibili per le categorie più deboli: giovani coppie, genitori separati, lavoratori e studenti fuori sede, disabili, donne vittime di violenza, famiglie con minore a carico, famiglie monogenitoriali. A questo punta il Piano casa italiano che la settimana prossima (si ipotizza giovedì), dopo diversi rinvii, approderà sul tavolo del Governo con una dotazione iniziale di poco meno di un miliardo. La cifra è blindata (970 milioni per iniziare a cui potrebbero aggiungersi fino ad 1,1 miliardi attingendo ai fondi di coesione fino al 2030) ed è scritta nero su bianco anche nell’allegato Infrastrutture presentato in settimana dall’esecutivo a corredo del Documento di finanza pubblica.

Le partite aperte

Gli altri interventi attesi in Consiglio dei ministri sono come noto il “pacchetto lavoro” (bonus giovani, donne, Zes, ipotesi detassazione quattordicesime) e la decisione sulla proroga o meno del taglio delle accise. Ma le risorse sono scarse e Governo e maggioranza puntano, come più volte ribadito, allo scostamento di bilancio. Ipotesi che potrebbe prendere forma giovedì con la risoluzione di maggioranza sul Dfp. Anche se si registrano non poche frizioni. Lo scostamento a questo punto avrebbe un “respiro” più ampio, in vista delle spese della prossima manovra. Non servirebbe certo al calo delle accise. Se non altro per i tempi di un’eventuale decisione del Parlamento. Restano anche da nominare i vertici di Consob e Antitrust.

Caccia alle risorse

Sul Piano casa la premier giorni fa spiegava che si tratterà di «un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni». Le faceva eco il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha tra le competenze del suo dicastero anche la politica abitativa. «Stiamo cercando di restituire agli italiani circa 100.000 case oggi non utilizzate” – ha detto pochi giorni fa – e «approveremo il piano la settimana prossima».

«L’obiettivo – spiegava anche il ministro degli Affari europei, delle politiche di coesione e del Pnrr, Tommaso Foti – è contribuire in modo significativo al traguardo fissato dal Governo, cioè la realizzazione di centomila nuovi alloggi nei prossimi dieci anni». Ma la cifra che verrebbe stanziata dovrebbe essere decisamente più alta. Sempre Foti giorni fa spiegava: «Si è conclusa la riprogrammazione dei Fondi di coesione con una somma di 7 miliardi della quale 1,9 sono stati destinati alle politiche della casa. A questi vanno aggiunti 732 milioni che derivano da progetti che afferiscono a fondi europei e 1,1 miliardi che sono risorse nazionali messe a disposizione per l’abitare. Per quanto riguarda il mio ministero siamo a 3,8 miliardi che rappresentano il 50% di quello che sarà il futuro Piano casa».

Altri partner europei già corrono

Il Governo punta ad intervenire anche su altri fronti per sveltire il Piano: semplificare le norme per le riqualificazioni edilizie e coinvolgere nell’opera i privati: le banche, i fondi immobiliari, le Sgr. E i privati sembrano decisamente interessati: «Il Piano europeo per l’abitare sostenibile, presentato a dicembre, va nella direzione giusta. Ora è importante procedere rapidamente anche nel nostro Paese con l’attuazione del Piano casa annunciato dal Governo», avvertiva il vicepresidente di Confindustria per il Credito, la finanza e il fisco, Angelo Camilli. Tutto questo mentre altri partner europei già corrono: il Governo spagnolo ha dato il via libera al nuovo Piano statale per la casa con un investimento di 7 miliardi, il triplo rispetto al precedente, per far fronte all’emergenza abitativa e assicurare alloggi accessibili.

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