In visita in Azerbaigian, il presidente, Volodymyr Zelensky, si dice pronto a negoziare con Mosca. Nel frattempo, tuttavia, le forze armate russe hanno preso di mira soprattutto la città ucraina di Dnipro, dove hanno ucciso almeno cinque persone e ne hanno ferite 46, secondo quanto riferito ieri dalle autorità locali. Raid hanno colpito anche Odessa, facendo due morti.
Sul fronte opposto, una donna è stata uccisa e un uomo è rimasto gravemente ferito in un attacco di droni ucraini nella regione russa di confine di Belgorod, sempre secondo funzionari locali.
La Romania ha recuperato frammenti di due droni nella città di Galati e nella vicina contea di Tulcea. Non ci sono state vittime. Il ministero degli Esteri ha affermato di aver convocato l’ambasciatore russo per protesta. Allo stesso tempo, il ministero della Difesa ha condannato «le azioni irresponsabili» di Mosca e ha sottolineato «che queste rappresentano una nuova sfida alla sicurezza regionale e alla stabilità nell’area del Mar Nero», si legge in una dichiarazione. «Tali incidenti dimostrano la mancanza di rispetto da parte della Federazione Russa delle norme del diritto internazionale e mettono in pericolo non solo la sicurezza dei cittadini rumeni, ma anche la sicurezza collettiva della Nato».
La Romania, membro sia della Nato che dell’Unione Europea, condivide un confine terrestre di 650 km con l’Ucraina e ha visto droni russi violare ripetutamente il suo spazio aereo, mentre Mosca attacca i porti ucraini dall’altra parte del fiume Danubio.
Due caccia Eurofighter Typhoon, parte di una missione britannica in Romania, sono stati inviati in missione per monitorare l’attacco dall’alto, come da procedura standard. Il ministro della Difesa, Radu Miruta, ha dichiarato che un sistema antidrone di fabbricazione statunitense, basato sull’intelligenza artificiale, sarà presto integrato nei sistemi di difesa aerea nazionali. La Polonia sta già utilizzando lo stesso sistema.






