Quando parla Microsoft, non parla solo una multinazionale del software. Parla un vero e proprio attore geopolitico globale, la cui infrastruttura digitale sorregge governi, ospedali, scuole e interi sistemi economici. E quando a prendere la parola è il suo presidente, Brad Smith, è come ascoltare il «ministro degli Esteri» del colosso di Redmond. Capire la visione di Smith non è solo un esercizio per addetti ai lavori: significa comprendere come l’azienda che sta guidando (insieme a OpenAI) la rivoluzione dell’Intelligenza artificiale intende muoversi nel delicato scacchiere tra innovazione, normative e impatto sociale.
Ecco come Microsoft sta disegnando il nostro futuro prossimo, tra investimenti miliardari, «linee rosse» militari e la promessa di un cloud sovrano per l’Europa.
«L’AI è la nuova elettricità, ma occhio al blackout globale», esordisce nel corso di un incontro ristretto con giornalisti internazionali Brad Smith, il vice-presidente di Microsoft, l’uomo – ricordiamo – scelto dal CEO Satya Nadella per gestire il complesso rapporto con l’amministrazione USA e con i governi di tutto il mondo che usano la loro tecnologia.
Per inquadrare la portata storica del momento, Smith non usa mezzi termini e ricorre all’economia classica. L’Intelligenza artificiale non è un semplice software, ma «la prossima grande tecnologia ad uso generale». Quella che gli economisti chiamano GPT (General Purpose Technology), capace di diffondersi in tutta l’economia.
Il paragone prediletto da Smith è l’elettricità, che ha permesso un livello enorme di innovazione a partire dal 1880. Ma l’elettricità porta con sé una lezione severa che la Silicon Valley non può ignorare. La storia ci insegna che «dove è andata l’elettricità è seguita la prosperità», ma ci sono voluti decenni prima che raggiungesse il Sud del mondo, creando il divario economico che vediamo ancora oggi.












