Uno dei volti più noti del pontificato di Francesco lascia la Curia e torna in patria. Il cardinale Konrad Krajewski, 62 anni, è stato nominato da Leone XIV arcivescovo di Łódź, la sua città natale in Polonia, e al suo posto il Papa ha scelto come proprio Elemosiniere e prefetto del dicastero della Carità un suo confratello agostiniano, lo spagnolo Luis Marín de San Martín, finora sottosegretario della Segreteria del Sinodo. Non si tratta in realtà di una “nomina-chiave” nella mappa del potere curiale, ma certamente rappresenta una casella di stretta fiducia pontificia, e infatti Prevost ha messo un membro del suo ordine, di cui evidentemente si fida. Infatti l’Elemosiniere – figura che si è evoluta con la riforma della Curia, che ha trasformato la carità in un elemento “attivo” dell’attività vaticana – è la figura che si occupa delle opere di carità del Papa, e il cardinale Krajewski – che ha un passato di cerimoniere – è stato per dodici anni la longa manus di Bergoglio.
Il blitz nel 2019 per riattaccare la luce in un palazzo romano occupato
Francesco lo aveva sin dall’inizio dell’incarico spronato ad andare in giro a portare aiuto e “don Corrado” si faceva aiutare dalle guardie svizzere fuori servizio: girava la notte per le strade di Roma con un furgoncino per distribuire viveri e coperte, ed era stato lui a promuovere molti servizi per i senzatetto intorno al colonnato di San Pietro: il barbiere, le docce, il presidio medico, i bagni pubblici, i pasti caldi serviti intorno al Vaticano e in varie zone della città, le chiese e gli spazi aperti per dare rifugio nei periodi di gelo. Tutte iniziative condivise con il Papa, e che avevano anche attirato non poche critiche, sia dentro che fuori la Curia. Così come entrò nelle cronache il blitz del cardinale nel 2019 quando, si calò nel vano del contatore di un palazzo romano occupato, lo Spin Time in via di Santa Croce in Gerusalemme, nel quale quattrocento persone erano rimaste senza luce: staccò i sigilli messi per morosità e lasciò il suo biglietto da cardinale, «me ne assumo la responsabilità», a beneficio delle autorità: «Era una situazione particolare, disperata…Dovesse arrivare, pagherò io anche la multa».











