BARCELLONA- Se c’è un’azienda che al Mobile World Congress può permettersi di guardare oltre l’orizzonte, quella è Qualcomm, colosso americano dei chip, che ha deciso di mostrare cosa ci aspetta nei prossimi anni. Un mondo dove l’intelligenza artificiale non vive solo nel cloud, ma anche nei dispositivi. «Il futuro dell’AI generativa è ibrido», spiega il CEO Cristiano Amon. «L’intelligenza on-device lavora insieme al cloud per offrire maggiore personalizzazione, privacy, affidabilità ed efficienza». La connettività, in questo schema, è l’infrastruttura invisibile che tiene tutto insieme.
L’AI che si indossa
La prima novità presentata a Barcellona si chiama Snapdragon Wear Elite, pensata per smartwatch e wearable di nuova generazione. Non è il solito aggiornamento incrementale, ma una piattaforma pensata per portare l’intelligenza artificiale “personale” direttamente al polso. Nella pratica significa avere un assistente che capisce davvero il contesto, che risponde con voce naturale e che può compiere azioni per conto dell’utente. Il tutto elaborato localmente sul dispositivo, senza dover ogni volta interrogare il cloud. Un processo più veloce, più privato e più efficiente.
La piattaforma per indossabili con personal AI è costruita a 3 nanometri, integra una NPU Hexagon dedicata all’AI e promette un salto marcato di prestazioni: CPU fino a cinque volte più veloce, GPU fino a sette volte più potente rispetto alla generazione precedente, con un miglioramento dell’autonomia nell’ordine del 30%. Supporta Wear OS, Android e Linux e integra un pacchetto di connettività completo: 5G RedCap, Wi-Fi a bassissimo consumo, Bluetooth 6.0, Ultra Wideband, GNSS e anche NB-NTN per connessioni satellitari. Google, Samsung e Motorola sono tra i partner annunciati, con i primi dispositivi attesi nei prossimi mesi.
Connettività: Wi-Fi 7 e modem AI-driven
Sul fronte wireless, Qualcomm ha presentato FastConnect 7900, primo sistema Wi-Fi 7 ottimizzato dall’AI e capace di integrare Wi-Fi, Bluetooth e Ultra Wideband in un singolo chip a 6 nanometri. L’intelligenza artificiale interviene per adattare dinamicamente consumi, latenza e throughput in base allo scenario d’uso. Non è marketing: significa gestione più efficiente del traffico, migliore stabilità nelle situazioni congestionate e funzioni di prossimità più precise, come chiavi digitali per l’auto, localizzazione indoor e controllo sicuro dei dispositivi.
Per il mondo cellulare, la piattaforma di riferimento è Snapdragon X80 5G Modem-RF System, modem compatibile con 5G Advanced e primo con supporto completamente integrato alle comunicazioni satellitari NB-NTN. Integra un acceleratore tensoriale dedicato che utilizza l’AI per ottimizzare copertura, latenza, efficienza energetica e gestione del beamforming mmWave. La logica è la stessa: la rete non è solo più veloce, è più “intelligente”.












