Due anni al 2,5%, altri due al 2,8% e l’ultimo biennio al 3,5%, con l’aggiunta del premio finale all’8 per mille per chi acquisterà il titolo la prossima settimana e lo manterrà fino alla scadenza del 10 marzo 2032. Su questo presupposto, il BTp Valore che sarà in offerta da lunedì 2 a venerdì 6 marzo propone un rendimento lordo annuo del 2,946%, che sale al 3,08% considerando il premio fedeltà. I titoli di Stato ordinari di pari scadenza viaggiano ora al 2,766%. Anche stavolta, insomma, il Tesoro mette sul piatto un differenziale positivo per invogliare i risparmiatori.
I tassi
Il Mef ha comunicato i tassi minimi garantiti del nuovo BTp Valore, che sarà in offerta fino a venerdì 6 marzo salvo la consueta ipotesi di chiusura anticipata, che però fin qui non è mai stata attuata. Tutte le richieste di acquisto presentate in tempo utile saranno soddisfatte, con la sola condizione che fissa il taglio minimo a mille euro.
Con i numeri indicati da Via XX Settembre, che alla chiusura dell’emissione potranno solo essere confermati o rivisti al rialzo nel caso (oggi improbabile) di una sensibile risalita dei tassi sui mercati la prossma settimana, si accendono quindi le calcolatrici dei risparmiatori. Che devono considerare diverse variabili, proprio per il calendario molto spezzettato scelto in questo caso dai tecnici del Mef nella costruzione del solito meccanismo step up, che alza i rendimenti con il passare del tempo.
La scala dei rendimenti
Il BTp Valore numero sei, in collocamento con Intesa, Unicredit e Bpm come dealers e Mps e Iccrea nel ruolo di co-dealers, mette in fila infatti per la prima volta tre periodi biennali, a differenza del precedente a sei anni (quello di marzo 2024 seguito dall’emissione speciale due mesi dopo per la mole di richieste arrivate) che dividevano la vita del titolo in due periodi triennali. Gli unici scalini biennali comparsi fin qui sulla scena dei BTp Valore riguardano le due prime edizioni, quelle del 2023, con la prima che aveva una durata di quattro anni (scade il 13 giugno 2027), divisa in due dai rendimenti, e la seconda che ha articolato i propri cinque anni in un 3+2.
Oggi i rendimenti di mercato sono più tiepidi di allora (il BTp decennale viaggia 70-80 punti base sotto i livelli del giugno 2023), e il Tesoro si attesta di conseguenza su un orizzonte un po’ più lungo, a metà della classica forchetta 4-8 anni per i titoli destinati ai piccoli investitori. L’architettura è pensata per incentivare la fedeltà del risparmiatore, tipicamente un cassettista, ma si presta a un’analisi su più orizzonti temporali; il delta di rendimento è sensibile su tutte le scadenze (il 2,5% previsto per i primi due anni si confronta ad esempio con il 2,16% del BTp “normale” di pari durata), ma lo scalino più ripido è stato messo in calendario nell’ultimo biennio con l’obiettivo trasparente di incentivare la fedeltà al titolo, premiata anche con lo 0,8% finale.
Nessun obbligo sui tempi
La scansione biennale in ogni caso non impone nessun obbligo al risparmiatore, che come sempre può rivendere il BTp Valore in ogni momento sul mercato, senza particolari incognite grazie all’ottimo livello di liquidità che caratterizza tutti i titoli di Stato italiani. Il capitale ovviamente è garantito a scadenza, ma tutti i precedenti viaggiano ora in territorio positivo, in un orizzonte che va dalla quotazione a 100,61 del titolo in scadenza a ottobre 2032 al 105,16 di quello che arriva a fine corsa a ottobre 2028.
Per il resto, la nuova edizione del BTp pensato per i risparmiatori mantiene le caratteristiche ormai abituali. Le cedole avranno un ritmo trimestrale, la tassazione su rendimenti e premio fedeltà è quella agevolata al 12,5% e c’è l’esenzione dalle imposte di successione. Nel conto va poi considerato che fino a 50mila euro un portafoglio di titoli di Stato non alza il valore dell’Isee, l’indicatore utilizzato per il calcolo delle tariffe universitarie, scolastiche e del welfare locale e per misurare il diritto a molte politiche pubbliche. Tutte le richieste di acquisto saranno soddisfatte dal Tesoro, con l’unica condizione che il taglio minimo è a mille euro. E per chi acquista all’emissione tramite banche, poste o home banking non sono previste commissioni.











