Sul versante imprenditoriale, il nome di Flavio Briatore è stato segnalato in articoli che collegano la sua citazione a comunicazioni e contatti presenti nei file pubblici, insieme alle smentite dell’interessato riportate dagli stessi resoconti. Epstein lo avrebbe incontrato a una festa a Saint Tropez, in Francia, senza che ci fosse uno scambio rilevante tra i due. Sono inoltre menzionati personaggi dello spettacolo come l’attrice Chiara Baschetti che, al pari dei politici sopra citati, non avrebbe alcun legame diretto con la vicenda e anzi avrebbe respinto delle avances di Epstein durante un suo soggiorno a Parigi.
Grecia
Tra i casi più significativi sul piano politico-istituzionale figura la Grecia. In un’email del settembre 2012, nel pieno della crisi dell’eurozona, Epstein proponeva l’organizzazione di “piccoli incontri” per discutere nuove soluzioni alla crisi finanziaria, chiedendo suggerimenti su quali personalità coinvolgere: ex primi ministri, banchieri centrali, economisti, funzionari del Fondo monetario internazionale.
In una risposta riservata, il giornalista del New York Times Landon Thomas Jr. suggeriva, tra gli altri, l’ex premier greco Lucas Papademos, già vicepresidente della Banca centrale europea, insieme a figure di primo piano del dibattito economico europeo e internazionale. L’email — parte di circa 1.500 file che contengono riferimenti alla Grecia — non prova che tali incontri si siano effettivamente svolti, ma documenta l’esistenza di un circuito informale di discussione tra personalità influenti, al di fuori di sedi istituzionali.
Nei documenti compaiono anche riferimenti a viaggi di Epstein in Grecia, tentativi speculativi contro l’economia greca, traffici di antichità e contatti con ambienti ecclesiastici. Il nome del vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič appare tre volte nei documenti declassificati; l’esponente europeo ha negato qualsiasi coinvolgimento.
Particolarmente delicato è il ruolo della stampa: Landon Thomas intrattenne per anni rapporti professionali e personali con Epstein e fu successivamente licenziato dal The New York Times nel 2019 per violazione delle regole etiche, dopo aver sollecitato una donazione a favore di un centro culturale a lui collegato.





