Storie Web venerdì, Febbraio 20
I satelliti  in rientro (anche quelli di Musk) inquinano l’alta atmosfera terrestre, ed è un pericolo serio

Se ti passa un razzo sopra la testa, mentre sta ricadendo sulla Terra, in genere sei contento che non ti sia venuto addosso, è una reazione normale. Ma per i ricercatori del blasonato Leibniz Institute of Atmospheric Physics di Rostock, città anseatica della Germania del nord, è stata invece una manna. E di mezzo, come quasi sempre in questi anni, c’è Elon Musk e un suo razzo Falcon 9.

Il loro studio, pubblicato in questi giorni sull’importante rivista del campo: Communications Earth & Environment, dimostra che la pioggia di detriti spaziali che ritornano sulla Terra, dato che bruciano mentre rientrano, introduce anche un brutto inquinamento metallico nell’importantissima atmosfera superiore, fra gli 80 e i 120 chilometri dal suolo.

Una preoccupante scoperta

Nell’Istituto di Rostock si svolgono continue misure sull’atmosfera tramite sofisticati laser che vengono diretti verso diverse altezze dal suolo. Nel corso di questa attività di routine, si sono resi conto, lo scorso anno, di un aumento molto importante della quantità di litio in quella regione, quasi una nuvola di questo elemento, oggi usatissimo per ogni tecnologia, che ha sostato a quell’altezza per diverso tempo.

La sede dell’Istituto per la Fisica dell’Atmosfera a Rostock

Cosa poteva essere successo, si sono chiesti. Con meticolose misure hanno ricostruito la rotta seguita dallo stadio superiore di un razzo Falcon 9 di Space X, in rientro incontrollato, e hanno trovato che era lui “il colpevole”. Utilizzando il modello della possibile traiettoria di un corpo spaziale in rientro, sono arrivati alla soluzione: quel pezzo di razzo di SpaceX mentre attraversava la termosfera a 100 chilometri circa da Terra, sopra l’Oceano Atlantico, a ovest dell’Irlanda, aveva bruciato anche le batterie al Litio contenute nel secondo stadio.

Certo nessuno poteva dubitare che questi episodi, sempre più frequenti dato che i lanci si contano a centinaia ogni anno, non facciano bene all’atmosfera, già martoriata dall’attività umana, ci sono vari studi oramai, ma questa è la prima prova osservativa che i detriti spaziali in rientro provocano un fenomeno, rilevabile da terra.

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