Storie Web mercoledì, Aprile 22

A inizio anno è tempo di bilanci e di progetti. Il Forum per la finanza sostenibile – associazione non profit che ha l’obiettivo di incoraggiare l’inclusione dei criteri ambientali, sociali e di governance nei prodotti e nei processi finanziari – ha illustrato in un incontro a Milano, con il direttore generale del Forum Francesco Bicciato, le prospettive della finanza sostenibile per il 2026, nell’attuale quadro internazionale e mentre procede l’opera di semplificazione normativa europea.

I mercati

Nonostante una narrazione pubblica che talvolta suggerisce una flessione o un “backlash” nei confronti della sostenibilità, i dati oggettivi – spiega Bicciato – descrivono uno scenario in cui la realtà finanziaria smentisce il pessimismo, confermando che la finanza sostenibile rimane un driver cruciale per gli investitori. L’economia verde ha raggiunto dimensioni imponenti, con un valore attuale di 5.000 miliardi di dollari e una previsione di crescita annua del 6% che porterà il mercato a superare i 7.000 miliardi di dollari entro il 2030. 

Questo trend è sostenuto da performance finanziarie concrete: tra il 2020 e il 2024, i ricavi “green” delle società quotate sono cresciuti del 12%, un ritmo doppio rispetto al 6% dei ricavi convenzionali. Le tecnologie per la decarbonizzazione, come il solare e le batterie, hanno visto i costi crollare del 90% nell’ultimo decennio, rendendo le alternative fossili sempre meno competitive.

Anche il settore del risparmio gestito riflette questa solidità: a settembre 2025, il patrimonio globale dei fondi sostenibili ha superato i 3.700 miliardi di dollari. In Italia, la tendenza è confermata dal comportamento degli investitori istituzionali che, contrariamente alle voci di un arretramento, stanno incrementando la loro esposizione: i piani previdenziali che adottano investimenti sostenibili sono saliti da 79 a 95, le fondazioni di origine bancaria da 31 a 34, e il 99,7% delle imprese assicuratrici include ormai criteri Esg nelle proprie politiche.

Rispetto a questi cambiamenti, Bicciato ha ricordato che il Forum è favorevole a un alleggerimento e a una semplificazione degli oneri per le imprese, ma ciò non può portare a una deregolamentazione spinta, come sembra emergere dalla normativa in evoluzione e pensa che alcune scelte andranno rimeditate.

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