
Tra quelli più piccoli, che rappresentano circa il 70% dei Comuni in cui vive il 16,4% della popolazione totale, poco meno di 6 su 10 perdono popolazione, con un saldo complessivo negativo rispetto al 2023 di 15mila individui.
Invece, nei Comuni da 20mila a 50mila abitanti e in quelli da 50mila a 100mila, più della metà perde popolazione rispetto all’anno precedente (rispettivamente il 54,7% e il 53,8%). Invece, nei Comuni da 5mila a 20mila abitanti, più della metà (51,4%) registra una variazione positiva, con un saldo complessivo pari a +5mila residenti.
Continua l’inverno demografico italiano
In generale, Istat conferma il calo della popolazione, che arriva a 58.943.464 individui. Rispetto alla stessa data del 2023 si osserva un lieve decremento di 27.766 unità, pari a -0,5 per mille. Il calo di popolazione su base nazionale riflette dinamiche territoriali non omogenee, che vedono decrementi relativi più intensi nel Sud (-2,5 per mille) e nelle Isole (-2,8 per mille) e una diminuzione più lieve al Centro (-1,0 per mille). Al contrario, nel Nord-ovest e nel Nord-est si osservano incrementi (rispettivamente +1,4 e +1,2 per mille).
Al 31 dicembre 2024, l’età media della popolazione è pari a 46,9 anni, in crescita, di oltre tre mesi, rispetto al 2023. Rispetto alla stessa data dell’anno precedente la quota di individui di 0-14 anni scende dal 12,2% all’11,9%. La popolazione in età attiva (15-64 anni), pari al 63,4%, si riduce ulteriormente di un decimo di punto, mentre cresce quella con almeno 65 anni di età, dal 24,3% al 24,7%. In aumento anche il numero dei grandi anziani (85 anni e più), che raggiungono 2 milioni e 410mila individui (+90mila in un anno) e rappresentano il 4,1% della popolazione totale.
Un calo attenuato, in parte, dalle presenze straniere. Gli stranieri residenti ammontano a 5.371.251 individui (+22,4 per mille rispetto al 2023) e la loro incidenza sul totale della popolazione residente raggiunge il 9,1% (era pari all’8,9% nel 2023).











