Storie Web sabato, Settembre 12

In principio fu Ned Ludd, l’operaio che due secoli e mezzo fa animò una protesta per sfasciare le prime macchine apparse nelle fabbriche dell’Inghilterra dell’800, per il timore di perdere “in futuro” il proprio posto di lavoro. Iniziativa profetica, si potrebbe dire, ma Ludd (figura leggendaria, forse neanche esistita ma non così il movimento chiamato luddismo) era umano. 

Ned Ludd (Wiki)

In questo caso invece, è una sfida robot vs robot, con l’insolita quanto futuristica iniziativa animata dall’associazione “Democratism” che qualche giorno fa ha usato 30 umanoidi – e alcuni cani robot – per mettere in scena la più curiosa e innovativa – e a tratti inquietante – protesta contro l’intelligenza artificiale e la robotizzazione del mondo del lavoro. 

Protesta robot in Polonia

Protesta robot in Polonia (Reuters)

Il perchè della protesta
I robot marciavano in cerchio, sventolando bandiere e diffondendo slogan tramite altoparlanti. Secondo gli organizzatori, la manifestazione mirava ad avviare un dibattito più ampio sull’impatto dell’AI e della robotizzazione nel lavoro, perché a loro dire “tale tecnologia non rappresenta più una prospettiva lontana”.
 

Robot umanoidi cinesi (ANSA)

C’era anche Agibot A3, robot dotato di intelligenza artificiale 
Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, Agibot A3 – un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale – e diverse tipologie di macchine, dai robot umanoidi bipedi ai quadrupedi simili a cani. I video dell’evento diffuso online mostrano i robot mentre reggono bandiere e cartelli, accompagnati da slogan diffusi dagli altoparlanti come “Difendiamo i posti di lavoro”, “È tempo di regole” e “Non aspettate, regolate”.

Un “avvertimento sulla velocità dell’AI e la robotica”
Se voleva visibilità, Grzegorz Kulis – uno degli organizzatori umani, – di certo l’ha ottenuta, a livello mondiale ed a giudicare dalla viralità raggiunta dai video diffusi sui social: Kulis, ha spiegato che la protesta intendeva lanciare un “avvertimento sulla rapidità con cui si stanno evolvendo l’intelligenza artificiale e la robotica”.  

“Vogliamo affrontare in particolare la questione della possibile sostituzione delle persone, sia da parte di robot umanoidi che dell’intelligenza artificiale, nelle attività di natura cognitiva”, ha dichiarato all’agenzia di stampa AFP. “Se non reagiamo ora, potremmo trovarci presto di fronte a un problema”, ha aggiunto, invocando “norme e regolamenti che fungano da scudo a tutela dei lavoratori”.
 

L’iniziativa più ampia dell’UE sull’IA
La protesta si inserisce nel contesto dell’adozione, da parte della Polonia, di nuove norme sull’IA, in linea con l’iniziativa più ampia dell’Unione Europea volta a regolamentare tale tecnologia. L’AI Act dell’UE, entrato in vigore nel 2024, adotta un approccio basato sul rischio, prevedendo requisiti più rigorosi per i sistemi di IA ritenuti maggiormente suscettibili di causare danni. La maggior parte delle disposizioni è diventata applicabile a partire dall’agosto 2026, ora è in corso la fase di attuazione, finalizzata a garantire maggiori tutele e trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha inoltre promulgato la legge sui sistemi di IA, istituendo un quadro normativo nazionale per la supervisione della tecnologia e una nuova commissione dedicata al suo sviluppo e alla sicurezza. 

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