Una realtà che, a molti, solo qualche tempo fa sarebbe parsa impensabile. Partorita dalla mente di qualche sceneggiatore di un film distopico. Invece – come tanti esperti segnalano da tempo – la forza con cui l’Artificial intelligence (Ai) va modificando le nostre vite è un cruda verità. Anche nel mondo delle aziende. Un esempio? Lo offre quanto riportato dal Financial Times. Il foglio finanziario britannico ha svelato che Meta sta sviluppando una versione di Intelligenza artificiale di Mark Zuckerberg. Un Ai capace di parlare con i dipendenti e rispondere come lui, inserendosi in un piano più ampio di trasformazione dell’azienda attorno all’Artificial intelligence.
Il progetto
L’idea è di creare un avatar tridimensionale fotorealistico, in grado di interagire in tempo reale, replicando voce, tono e modalità comunicative del Ceo, con l’obiettivo di rendere la sua presenza scalabile all’interno dell’organizzazione . Il progetto è ancora in fase iniziale, ma secondo diverse fonti è già diventato prioritario, e lo stesso Zuckerberg partecipa direttamente all’addestramento del sistema, contribuendo con le sue dichiarazioni pubbliche e con le sue riflessioni strategiche più recenti .
Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio in cui Meta sta investendo miliardi per recuperare terreno rispetto a concorrenti come OpenAI e Google, con l’ambizione dichiarata di costruire una “superintelligenza personale” e ridefinire il proprio modello operativo . Non è la prima volta che Meta sperimenta con personaggi artificiali, dato che già nel 2023 aveva lanciato chatbot basati su celebrità e successivamente strumenti come AI Studio per permettere agli utenti di creare avatar digitali personalizzati.
Quelle iniziative, però, erano orientate all’intrattenimento e hanno anche generato controversie legate a contenuti inappropriati e rischi per i minori . Il nuovo progetto, al contrario, segna un passaggio diverso, perché sposta l’uso dell’Ai dall’esterno verso l’interno dell’azienda, trasformandola in uno strumento di gestione e comunicazione organizzativa.
La finalità
Secondo le ricostruzioni riportate da FT, l’obiettivo principale è migliorare l’efficienza e rendere più diretto e uniforme il flusso di informazioni tra leadership e dipendenti, permettendo al creatore di Facebook di essere virtualmente presente su larga scala e di fornire indicazioni coerenti in modo continuo . Allo stesso tempo, Meta sta spingendo i dipendenti ad adottare strumenti di automazione e agenti Ai, introducendo test interni per valutare le competenze e incentivando un cambiamento culturale orientato alla tecnologia . Questo tipo di impostazione risponde a una logica precisa: ridurre i tempi decisionali, standardizzare i processi e aumentare la produttività, integrando l’intelligenza artificiale non solo come supporto, bensì come vero e proprio intermediario tra persone e organizzazione.







