Paolo Ziliani, titolare insieme ai fratelli della Berlucchi, l’etichetta che ha dato il là alla nascita della Franciacorta appone un fermo «no» al progetto di una “Grande Franciacorta” che dalla provincia di Brescia arrivi di fatto a inglobare la denominazione dell’Oltrepò pavese.
L’idea avanzata nei giorni scorsi sui media è stata commentata anche dai rispettivi presidenti: assolutamente contrario il presidente della Franciacorta Docg (3.100 ettari di vigneti piantati soprattutto a Chardonnay), Emanuele Rabotti, possibilista invece la presidente del Consorzio dell’Oltrepò pavese (14mila ettari di vigneto di cui 3mila a Pinot nero), Francesca Seralvo.
Aumentare la massa critica della Franciacorta?
La proposta avanzata dai docenti Michele Antonio Fino e Carmine Garzia parte dalla necessità di rafforzare la produzione di Franciacorta che al momento nonostante il buon posizionamento di prezzo sui mercati non ha tuttavia la massa critica necessaria per puntare con forza sui mercati esteri. Di qui l’idea: invece di piantare nuovi vigneti e attendere che vadano in produzione si può allargare la denominazione fino all’Oltrepò pavese.
Berlucchi è presente in entrambi i territori
Sul tema interviene Paolo Ziliani titolare della Berlucchi, azienda spumantistica storica della Franciacorta (produce circa 4,5 milioni di bottiglie l’anno tra Berlucchi e Antica Fratta) ed è, probabilmente, l’unica cantina franciacortina che ha investito anche in Oltrepò pavese. «Non nego – spiega Ziliani – che vista dal di fuori l’idea proposta possa avere una sua validità. Tuttavia, sono d’accordo col presidente del Consorzio della Franciacorta che ha escluso a priori l’adesione a un’ipotesi del genere. La presidente del Consorzio dell’Oltrepò ha invece aperto a una soluzione del genere chiedendo però garanzie che l’Oltrepo in tale operazione non diventi un territorio di “serie B”. Ma è proprio quello che succederebbe Perché la proposta punta proprio a trasformare l’Oltrepò un serbatoio di uve per la Franciacorta. Funzione che ha già svolto in passato a favore di altre denominazioni spumantistiche».
Secondo Ziliani quindi in un tale accorpamento (che prevederebbe la creazione di due nuove denominazioni: Franciacorta Superiore e Grande Franciacorta sulla scorta di quanto avvenuto con Prosecco Superiore e Prosecco Doc) l’Oltrepò rischia di perdere la propria identità.











