
Il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin dà i numeri dei prigionieri scambiati con l’Ucraina
Mosca, dopo gli accordi di Istanbul rimpatriati 2.300 militari russi e 2.400 ucraini
Il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin ha riferito che a seguito degli accordi raggiunti a Istanbul nel 2025, “circa 2.300 nostri soldati e circa 170 civili sono stati rimpatriati in Russia”. Lo ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Izvestia. “Per quanto riguarda la parte ucraina, circa 2.400 militari e circa 170 civili sono stati rimpatriati”, ha aggiunto il viceministro.
Crosetto, «aiuti militari e civili a Kiev, non capisco chi tifa per Putin»
– “La ’lunga trattativa’ c’è stata solo sui mezzi di informazione. Nella realtà, in meno di 10 minuti avevamo trovato un accordo, già settimane fa. Non mi pare che sia cambiato molto tranne il fatto che si sono sottolineati, giustamente, gli aiuti non militari e l’importanza della difesa aerea dell’Ucraina. Anche perché ogni aiuto che abbiamo dato, in tutti questi anni, e che daremo, serviva a una nazione attaccata che cercava di resistere e non ad una nazione che cercava scontri o guerre. Nessuno più dell’Ucraina vuole vedere finire questa follia”. Lo dice il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una intervista al Messaggero relativamente al dl per gli aiuti all’Ucraina. “Invieremo tutto ciò che riusciremo e cioè ogni cosa possa servire per lenire il dolore e ad aiutare civili innocenti. Come abbiamo fatto a Gaza. Noi siamo così, siamo italiani”, dice. Dopo l’incontro a Mar-a-Lago sembrava essersi aperto qualche spiraglio per la pace, fino a che Putin non ha accusato Zelensky di avere attaccato una delle sue residenze. “Putin mi ricorda il lupo della favola di Esopo ripresa da Fedro – risponde Crosetto – se non basta una scusa, ne inventa una pur di poter giustificare la sua assurda violenza e una guerra che non ha ragione di esistere e che lui ha provocato. Ma ciò che mi colpisce non sono Putin e i suoi sodali, ma gli italiani che tifano per lui perché la Russia è più forte e lui carismatico. Giustificare l’ingiustizia, la violenza, la guerra, con la simpatia o con la logica del più forte è un atteggiamento da vigliacchi e da deboli che si spacciano per presunti esperti”. Quanto al Donbass: “Si sta trattando e si deve trattare. Noto, però – continua il Ministro – che l’unico veramente aperto alla trattativa è Zelensky. Putin fa finta”.
Ucraina: Zelensky, «non mi fido di Putin, senza aiuto Usa non possiamo vincere»
’’Non mi fido di Putin’’, perché il presidente russo ’’non vuole davvero la pace’’ e ’’può scordarsi’’ di partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina con ’’gas a basso costo’’ dopo la guerra. Ma quello che è certo è che ’’l’Ucraina non può sconfiggere la Russia senza l’aiuto degli Stati Uniti’’, per cui è necessario che il presidente americano ’’Trump continui a fare pressione’’ su Putin. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di una intervista a Fox News dopo la telefonata tra il presidente americano Donald Trump e il leader del Cremlino Vladimir Putin. ’’Abbiamo bisogno che Trump continui a fare pressione perché da parte di Putin non arrivano segnali di pace’’, ha proseguito il presidente ucraino affermando che ’’l’unico modo in cui la Russia potrà partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina è pagando le riparazioni di guerra’’. I russi ’’devono darci soldi, poi decideremo noi come usarli per la ricostruzione’’, ha sottolineato Zelensky.









