L’amministrazione Trump si prepara a imporre sanzioni su larga scala contro la Corte penale internazionale, in una nuova escalation dello scontro con il tribunale dell’Aia dopo i mandati d’arresto emessi nel 2024 contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l’allora ministro della Difesa Yoav Gallant.
Secondo il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi e documenti visionati dal quotidiano, le misure vieterebbero gran parte delle transazioni con la Corte dopo un periodo di transizione di sei-sette mesi. Il provvedimento potrebbe impedirle di effettuare operazioni in dollari e limitarne fortemente l’accesso al sistema finanziario internazionale.
Finora Washington ha colpito soprattutto singoli giudici e funzionari della Cpi. Ad agosto gli Stati Uniti hanno sanzionato anche la presidente della Corte, Tomoko Akane. Il nuovo piano segnerebbe quindi un salto di livello, con misure rivolte direttamente all’istituzione.
Lo scontro con la Cpi si è intensificato dopo i mandati emessi il 21 novembre 2024 contro Netanyahu e Gallant per presunti crimini di guerra e contro l’umanità nella Striscia di Gaza. Israele contesta la giurisdizione della Corte e respinge le accuse.