
Oggi Wikipedia compie un quarto di secolo. Con oltre 60 milioni di voci complessive e un esercito di 300mila volontari attivi ogni mese, l’enciclopedia online gratuita ha costruito in venticinque anni quello che le Nazioni Unite hanno riconosciuto come un “bene pubblico digitale”. Fondata nel 2001 da Jimmy Wales e Larry Sanger, ad oggi vanta 350 edizioni linguistiche e quasi due miliardi di accessi unici mensili. Numeri impressionanti, che includono anche la versione in lingua italiana, nata a maggio 2001, quattro mesi dopo la versione in inglese. Con 3 milioni di utenti registrati, 2 milioni di voci, 7 miliardi di consultazioni solo nel 2025 e una media di 30mila contributori attivi ogni mese, la versione italiana è tra le più consultate al mondo.
“Quando è stata fondata, internet era decentralizzato, frammentato in forum, bacheche e chat. Era però un luogo di dialogo e scambio reciproco di idee, e da questo Wikipedia ha tratto la sua forza”, ha commento Ferdinando Traversa, Presidente di Wikimedia Italia. Un patrimonio costruito dal basso, grazie alla collaborazione di milioni di persone e all’autofinanziamento basato sulle donazioni degli utenti. Un modello che poteva sembrare quasi utopico e che invece ha funzionato negli anni resistendo all’avvento dei social network, delle piattaforme di intrattenimento e, finora, persino dell’intelligenza artificiale.
Le minaccie da fronteggiare: traffico in calo, AI e Elon Musk
L’intelligenza artificiale generativa è probabilmente la sfida più insidiosa dalla nascita di Wikipedia. Secondo i dati della Wikimedia Foundation diffusi lo scorso ottobre, nel 2025 le visualizzazioni sono diminuite dell’8% rispetto all’anno precedente. La causa, secondo l’enciclopedia online, è l’uso sempre più massiccio degli strumenti di AI generativa, ChatGPT e affini. Non c’è più bisogno di approfondire cliccando sui link: i chatbot sono diventati i nuovi oracoli. Una tendenza accentuata dai motori di ricerca potenziati dall’AI, come AI Overview di Google, capaci di fornire risposte immediate senza rimandare a siti terzi. Risposte che, paradossalmente, sono spesso proprio Wikipedia a fornire all’intelligenza artificiale. A confermarlo c’è un dato significativo: nella prima metà del 2025 il traffico su Wikipedia è aumentato del 50%, ma non per un rinnovato interesse degli utenti. A generarlo sono stati i bot delle aziende di AI, che hanno scaricato in massa testi, immagini e video per addestrare i loro modelli.
Un fenomeno che a lungo andare rischia di minare le basi del progetto. “Da un lato, la riduzione delle visite rischia di tradursi in meno volontari che scrivono e aggiornano i contenuti, ma anche in meno donazioni per mantenere attivo il progetto”, ha spiegato Marshall Miller di Wikimedia Foundation, lanciando un allarme fondato: mentre l’accesso a Wikipedia continua a rimanere gratuito e libero da copyright, i server costano sempre di più.
Un ulteriore colpo arriva dalla concorrenza diretta. A ottobre Elon Musk ha lanciato Grokipedia, un’enciclopedia alimentata dall’AI di X, apertamente posizionata come alternativa a Wikipedia. Lanciata il 27 ottobre 2025 con circa 885.000 articoli, Grokipedia utilizza il modello linguistico Grok per generare, verificare e aggiornare contenuti in tempo reale. Musk ha accusato Wikipedia di avere pregiudizi politici di sinistra e ha descritto la sua creatura come una “ricerca della verità” priva di filtri ideologici. La realtà, però, è più sfumata: analisi indipendenti hanno mostrato che molti articoli di Grokipedia sono copiati quasi testualmente da Wikipedia e che, quando se ne discostano, tendono a includere teorie del complotto o contenuti controversi.










