Storie Web venerdì, Giugno 19

Vulcaflex mette radici negli Stati Uniti con un investimento complessivo da circa 70 milioni di dollari e sceglie Auburn, in Alabama, per aprire il suo primo stabilimento produttivo nordamericano. Per l’azienda ravennate specializzata in materiali di rivestimento per l’automotive, l’operazione non è soltanto un aumento di capacità, ma un passaggio strategico: produrre direttamente più vicino ai costruttori e ai fornitori attivi tra Stati Uniti, Canada e Messico. Il progetto prevede oltre 37 milioni di dollari destinati ai macchinari e arriva a 70 milioni includendo la costruzione del sito greenfield. L’avvio dell’impianto è previsto nel quarto trimestre del 2027 e secondo le stime realizzate porterà alla creazione di circa 130 nuovi posti di lavoro. A gestire l’operazione sarà Vulcaflex Inc, la controllata statunitense costituita per seguire lo sviluppo del nuovo presidio.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La scelta nasce da una doppia esigenza: consolidare le quote di mercato in Nord America, oggi area cruciale per l’industria dell’auto, e sostenere nei prossimi cinque anni anche la crescita europea del gruppo. «Il mercato nordamericano riveste un’importanza strategica fondamentale per la nostra società» spiega Roberto Bozzi, amministratore delegato di Vulcaflex. «L’avvio di un impianto produttivo in Alabama rappresenta una scelta industriale determinante che ci permetterà di produrre localmente materiali per sedili, portiere e plance per servire l’intera industria automotive nordamericana». Il nuovo stabilimento sorgerà nel Technology park west di Auburn, area industriale ad alto contenuto tecnologico individuata dopo un’analisi avviata nel 2024 con le autorità locali e gli enti di sviluppo economico dell’Alabama. La localizzazione risponde alla necessità di accorciare la distanza dai clienti Oem e Tier 1, riducendo tempi di risposta e aumentando la continuità di fornitura.

Fondata nel 1965, Vulcaflex resta un’azienda familiare con sede a Cotignola (Ravenna) e un posizionamento costruito sul made in Italy. Produce pelle sintetica calandrata e spalmata e materiali avanzati per automotive, moda e interior design, esportando oltre il 90% della produzione nel mondo. Il presidio americano segna una nuova fase: il know how resta italiano, mentre la manifattura si avvicina a uno dei mercati di sbocco più importanti. «Il connubio tra il design italiano distintivo e la produzione negli Usa rafforzerà la nostra posizione al fianco dei principali costruttori automobilistici globali», sottolinea Bozzi.

Oltre all’ampliamento del proprio core business, con questo investimento la società punta a valorizzare anche la sua specializzazione nei rivestimenti sostenibili e a ridotte emissioni, tema sempre più rilevante per i programmi delle case automobilistiche. Il progetto ha ricevuto il sostegno delle istituzioni locali, che hanno evidenziato il valore dell’investimento in termini di sviluppo economico e occupazionale. L’Alabama diventa così la piattaforma da cui rafforzare il presidio del Nord America senza indebolire la centralità italiana. Il quartier generale resterà saldamente nel cuore della Romagna, ma la crescita dell’automotive globale richiede filiere più vicine ai clienti. E per l’impresa ravennate, il cantiere di Auburn è il tassello industriale con cui allargare il proprio perimetro globale.

Condividere.
Exit mobile version