Speculazioni finanziarie sull’energia e sui prezzi dei carburanti. Il rischio innescato dalla crisi Usa-Iran è già realtà e il governo, in allerta, promette di intervenire e attiva le cautele previste dalla legge. La premier, Giorgia Meloni, ha minacciato di alzare le tasse su chi specula sulle bollette. Le fa eco il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin: “Stiamo attenti a tutti coloro che volessero utilizzare questo in modo fraudolento e quindi eventualmente colpirli dal punto di vista fiscale. Si tratta di valutare come intervenire, se si dovesse intervenire, mi auguro di no”.
Sui rincari “bisogna vedere dov’è la speculazione e chi specula. Noi stiamo lavorando per le aziende che possono avere danni. Siamo pronti a fare tutto ciò che serve per tutelare cittadini e consumatori” ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il programma ‘Dritto e Rovescio’ di Rete 4 rispondendo ad una domanda sui costi della benzina e del carburante.
Oggi in mattinata è prevista una riunione della commissione di allerta prezzi alla quale partecipano anche la Guardia di Finanza e le associazioni dei consumatori. Già inviato un dossier alle Fiamme Gialle sui carburanti. L’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) annuncia di aver attivato l’Unità di vigilanza energetica: un presidio permanente per il monitoraggio in tempo reale dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità, per “valutare i possibili effetti sui corrispettivi applicati ai clienti finali e fornire al governo, al parlamento e alle istituzioni europee gli elementi di analisi necessari perle valutazioni di competenza”.
Sono già molti, inoltre, gli esposti già arrivati all’Antitrust che potrebbe valutare, ad esempio, la presenza di un cartello tra gli operatori dell’energia per tenere alti i prezzi. C’è poi l’ipotesi di agire sulla leva fiscale e colpire i famosi ‘extra-profitti’ cioè gli utili in più che arriverebbero proprio dalla speculazione. Argomento già ampiamente affrontato in manovra ma alla fine accantonato. Potrebbe anche essere riscritto il decreto bollette appena varato.
Preoccupato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini che sollecita il decreto: “E’ un problema sia per le imprese che per le famiglie italiane”. Bisogna “bloccare le speculazioni finanziarie sull’energia, perché a una settimana dal conflitto i prezzi che noi vediamo sono improponibili”. C’è poi una richiesta arrivata da più parti: riattivare il meccanismo delle accise mobili già previsto. “Il governo – ricorda il Codacons – dispone già di strumenti per limitare almeno in parte il peso della crisi in atto“.
Intanto i prezzi dei carburanti vanno al galoppo con nuovi rialzi sui listini dei prezzi dei maggiori marchi. La benzina supera di slancio quota 1,7 euro al litro in media nazionale self service, il gasolio vola sopra 1,8 euro al litro. Il prezzo del gasolio è al massimo da oltre due anni, dal 4 marzo 2024, la benzina al livello più alto da tre mesi, dal 5 dicembre 2025.
Un timido segnale arriva a livello internazionale: i prezzi del petrolio sono scesi per la prima volta in sei giorni, poiché il governo statunitense sta valutando la possibilità di intervenire sul mercato dei future per attenuarne l’aumento e ha emesso esenzioni per gli acquisti di greggio russo per allentare i vincoli di offerta derivanti dalla guerra in Medio Oriente. In particolare, il petrolio frena in Asia con la deroga anti-Iran a favore dell’India decisa dagli Usa per consentire l’acquisto di greggio russo.










